
Sarà la pittura vesuviana la protagonista dell’ultima giornata il 13 settembre del convegno Pareti dipinte, realizzato dall’ AIPMA, Association Internationale pour la peinture murale antique, che si è tenuto dal 9 al 13 settembre tra Napoli ed Ercolano. Un passaggio obbligato se si parla di pittura parietale antica: scenario dell’incontro, infatti, è Ercolano, precisamente il MAV, la mattina e il pomeriggio gli scavi.
Un momento che vedrà protagonisti personaggi più o meno noti del panorama archeologico come John Clarcke con i suoi studi sulla villa di Oplontis mentre Regina Gae parlarà della villa B di Oplontis. Tra gli altri, come anche Grete Stefani e Stella Pisapia che propongono una riesame del primo stile a Pompei. O Antonio De Simone, Salvatore Nappo, o anche il direttore del parco di Ercolano Francesco Sirano, che ha annunciato anche una visita speciale alla casa del Bicentenario per verificare insieme lo stato dei lavori. Un programma intenso che avrà delle conclusioni tirate dall’archeologa Alix Barbet, che da sempre ha legato il suo nome al mondo delle pitture murali romane.
Nel complesso il convegno in questi giorni si è rivelato un vero viaggio nelle possibilità, nei diversi volti dell’archeologia pittorica, del mondo del restauro, degli studi legati alla pittura antica. Un momento fondamentale per far conoscere diversi studi, anche meno noti, alcuni presentati per la prima volta. E soprattutto un ottimo momento di confronto tra archeologi, architetti, restauratori e tecniche diverse, tra restauro e scavo. Di grande importanza anche l’uso delle nuove tecnologie per la ricostruzione 3d.
Esemplare (ovviamente non l’unico) in questa direzione l’intervento organizzato da Mathilde Carrive (Poitiers), Franco De Angelis (Columbia University), Stella Falzone (Accademia della Scienza di Vienna), Marco Maiuro (Sapienza Università di Roma), Florence Monier (CNRS, Ecole Normale Supérieure),Paolo Tommasini (Ecole Française de Rome) che ha presentato i risultati del workshop sulle pitture frammentarie dal Macchiozzo di villa Adriana. La stessa composizione del gruppo di lavoro dà idea di una forma di profonda collaborazione. Risultato? l’ipotesi ricostruttiva di un soffitto dipinto in IV stile adrianeo partendo dagli scavi alla sua resa grafica. Il ritrovamento, lo studio dei frammenti, la ricostruzione del tetto e la sua definizione grafica sono il segno di un impegno sinergico, che viene presentato per la prima volta proprio in questo convegno. Una novità dunque di cui si aspetta poi la possibilità di essere musealizzata.
Gli interventi del convegno, tutti scelti con grande cura, si affiancano poi a poster, presentati il primo giorno al MANN, con vari studi internazionali condotti. Un materiale inserito anche nel testo del convegno con i preatti consegnato. Uno spunto per possibili riflessioni.
Il convegno, dunque, intende, di anno in anno, fare il punto della situazione del mondo delle pitture, rilevando colori, modi, possibilità nelle sue forma, come sottolineato dal sottotitolo, dallo scavo alla valorizzazione.
La stessa associazione ha avuto un momento di confronto interno tra i suoi rappresentanti che porterà all’elezione del gruppo che ne organizza la attività. Molte parole, dialoghi e immagini, in attesa di atti completi. Intanto si pregusta la visita, prevista sabato 14 del Museo archeologico di Positano.