
- La Reggia di Caserta si “rifà l’immagine” per raccontare meglio la sua identità. Cambia il suo logo, si dota di piantine nuove, una per il palazzo e parco reale e l’altra per il giardino inglese e le sue splendide e rare piante, cambia la segnaletica si apre ad un utilizzo di applicazioni per rendere l’accoglienza più diretta e utile.
Il NUOVO LOGO Anche nel tempo del Coonavirus la Reggia di Caserta non si ferma. Anzi, rilancia. E lo fa proprio come accade un po’ ovunque in questa ‘epoca’: utilizzando le potenzialità dei nuovi media. In videoconferenza, infatti, gli attori di questo cambiamento presentano il nuovo progetto. La novità più evidente e immediata, anche in tempo di chiusura, è la definizione di un nuovo logo. La storia, l’approccio, la sua identità viene raccontata da un monogramma RC, accompagnato dalle parole Reggia Caserta. Il nome diventa il logo. Due lettere R e C non rimandano solo alle parole Reggia e Caserta, definendo un territorio, ma anche a Re Carlo, a Real Casa, piantando bene le radici nelle sue origini. Lo stile del logotipo è quello che guarda al linguaggio vanvitelliano, che usa i colori dello stemma dei Borbone come il blu e l’oro. Gli stessi colori hanno in sé un valore profondo. Il blu rappresenta la voce istituzionale, l’oro, invece, la suggestione del percorso museale a cui si aggiunge anche il grigio che indica gli uffici.
Oltre gli spazi, la comunicazione di ogni tipo, virtuale e cartacea, anche nuovi oggetti declineranno questo logo, creando un Merchandising che, da una parte intende rispondere incontro alle esigenze del pubblico, dall’altro creano nuovi oggetti per un nuovo mercato: si tratta di ombrelli, tazze, magliette, cappelli, borse e quaderni. L’ utilizzo di applicazioni, invece, saranno uno strumento utile per migliorare il ritmo e l’organizzazione della visita, anche e soprattutto, come annuncia in conferenza la direttrice della Reggia Tiziana Maffei, nel momento in cui ci sarà la riapertura del sito dopo il Lockdown.
LA CONFERENZA STAMPA Il viaggio è già iniziato, anche nel silenzio di una Reggia chiusa al pubblico. Ha visto come attori accanto la Reggia di Caserta, rappresentata dal direttore Tiziana Maffei e dal funzionario Promozione e Comunicazione della Reggia Valeria Di Fratta, anche Tiziano Prati, amministratore delegato della società Sigla di Modena che ha vinto il bando e realizzato il progetto costato 37mila euro. La conferenza stampa è stata l’occasione di raccontare i propri percorsi.
“La nuova forma dell’identità della Reggia di Caserta è una delle numerose attività che porteremo alla luce entro l’anno – ha affermato il direttore Tiziana Maffei – Per dare forma a un brand abbiamo fatto emergere i caratteri profondi che connotano la Reggia di Caserta. La sua storia, che nasce dalla visione di un monarca; la sua arte, capace di diventare paesaggio; la sua cultura, che si trasforma in valore di produttività nel campo artistico, manifatturiero e sociale. La Reggia di Caserta è il più potente sogno dei Borbone. Quale testimonianza di bellezza ma anche espressione di ricchezza produttiva di Terra Felix. Ed è proprio su questo che intendiamo scommettere. Perché la Reggia è istituto al servizio dello sviluppo sostenibile della società, all’insegna degli obiettivi dell’Agenda 2030”.
I dettagli tecnici sono stati illustrati, infine, da Tiziano Prati, amministratore delegato della società Sigla che ha realizzato il progetto: “Il nome diventa logo. – spiega Tiziano Prati – La parola Reggia è protagonista, attraverso una distribuzione diversa dei pesi, per sottolineare l’unicità ed il valore internazionale della Reggia, ma non dimenticando Caserta. Dall’unione armonica delle due iniziali R e C è nato un monogramma forte e sempre coerente al logotipo da cui trae ispirazione. Per i colori primari si è scelto l’oro e il blu dello stemma dei Borbone, affiancati da una palette colori armonica che diventa un ulteriore codice di orientamento per i diversi pubblici”.
LE REAZIONI SUI SOCIAL Ma tutti d’accordo con la scelta fatta. Molti utenti sui social e molti visitatori non colgono l’impatto del nuovo logo ritenendolo meno incisivo del precedente. La poesia del logo che hanno letto sia la direttrice che il delegato della società Sigla, viene vista come un striminzito orizzonte. Forse si percepirà meglio andando in Reggia o forse, come dice qualcuno sui social, al voler strafare con risultati non buoni, conviene non fare. Al futuro, ma non lontano, l’ardua sentenza.
https://www.youtube.com/watch?v=MjvsYugAXLw