
Oltre l’ostacolo. Una Napoli che si risveglia dalla lentezza di questi giorni rilancia il proprio valore culturale con un nome: Marina Abramovic. L’Assessorato alla Cultura e al Turimo di Napoli annuncia per il 5 settembre a Castel dell’Ovo “Marina Abramović / Estasi” la mostra internazionale, proposta da VanitasClub con la curatela di Casa Testori.
Non è la prima volta che la Abramović viene a Napoli ed è molto legata al nostro paese. “L’Italia ha dimostrato grande coraggio e un profondo senso di comunità e umanità. Italia ti amo e il mio cuore è con te”, ha affermato l’artista in questo periodo di Coronavirus, ripartendo dal suo sentire profondo.
RHYTM 0, L’ARTISTA-OGGETTO IN BALIA DEL PUBBLICO
Ma Napoli la ricorda per le sue azioni culturali di grande impatto sul pubblico. Già 46 anni fa aveva realizzato la performance Rhytm 0 presso la Galleria Studio Morra, che suscitò molto scalpore. Un lavoro che partiva da due presupposti: da una parte la volontà di rendere il proprio corpo oggetto e dall’altra lasciarlo in balia, al pari degli altri oggetti, delle persone-pubblico. Un’esperimento in cui l’artista fa un grande lavoro dentro di sé, di apertura e disponibilità ad essere trattata in qualsiasi modo e nello stesso tempo ha il valore sociale di evidenziare le tendenze umane, di lascia spazio alla loro creatività repressa. Da una parte 72 oggetti su un tavolo, dalle rose alla pistola, e lei come ulteriore oggetto impassibile, anche se respirante, con cui interagire liberamente usando quegli oggetti. Sei ore di assoluta sperimentazione. La gentilezza dell’inizio, fatta di gesti gentili come regalarle una rosa, piano piano si trasforma in taglio dei vestiti, in ferite con le spine delle rose, le viene pure messa in mano la pistola caricata. Per evitare intervenne lo stesso Morra ma soprattutto la cosa stravolgente fu che, dopo le sei ore, quando lei era libera di tornare essere umano le persone, il pubblico perde interesse e se ne va. Un esperimento alla maniera della “Marina Abramović che da sempre ha voluto dare valore all’azione artistica, come fase di ricerca. La performance diventa arte per lei se legata a un processo non estetico ma profondo.
LA MOSTRA A CASTEL DELL’OVO
Questo ritorno a Napoli è legato a una figura precisa con cui lei dialoga da un po’ Santa Teresa d’Avila. Un confronto con una delle più importanti figure femminili del cattolicesimo che intende raccontare un profondo dialogo interiore tra le due donne, stupire il pubblico e rendere l’arte momento di crescita. L’esperienza, Estasi che verrà allestita nella Sala delle Carceri di Castel dell’Ovo, adibita nel tempo a galera del castello, è composta dal ciclo di video denominato “The Kitchen. Homage to Saint Therese”: l’opera si compone di tre maxi video, che documentano altrettante performance tenute nel 2009 dall’artista nell’ex convento di La Laboral a Gijón, in Spagna. L’esposizione, unita al luogo e agli spettacolari allestimenti che saranno realizzati, contribuiranno a rendere incredibile l’esperienza che sta per arrivare nella città partenopea.
Non è di poco conto anche l’utilizzo del castello più antico di Napoli, legato alla tradizione dell’origine della città di Partenope e alla mitica storia dell’uovo da cui dipenderebbe la fortuna della città come la raccontò Virgilio Mago. Suggestioni che certamente contribuiranno a dare un senso ancor più unico alla mostra. L’evento seguirà ovviamente tutte le indicazioni di sicurezza per questa era del coronavirus.
“Siamo felici e onorati di riavere a Napoli una testimonianza della grande artista internazionale– dichiara Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, felice di parlare di iniziative per una Napoli che torna piano piano a una normalità – Marina Abramović che proprio nella nostra città realizzò negli anni Settanta una delle sue più celebri performance. L’energia della cultura sarà essenziale per recuperare la pienezza del vivere dopo quest’emergenza planetaria.”