
E’ una giornata tristissima per il calcio campano, salernitano e picentino. E’ morto Emilio Pappalardo, lo storico patron del Faiano, l’uomo dalla passione autentica, l’uomo che ha risposto sempre ogni impegno preso. Un anno fa, la sua gioia calcistica più grande, col venirsi riconosciuta all’Holiday Inn di Roma Parco dei Medici, dal presidente LND Cosimo Sibilia e dal presidente FIGC Gabriele Gravina, a benemerenza sportiva per i quarant’anni da presidente e dirigente sportivo. Pappalardo nel 1968 entrò a far parte del sodalizio biancoverde, nato da pochissimi anni. Un amore lungo e incondizionato quello del presidente nei confronti del Faiano, una storia duratura nel tempo che probabilmente poche persone possono raccontare. In un calcio fatto di alti e bassi, Pappalardo rappresenta la continuità calcistica che in pochissime realtà dilettantistiche è possibile vedere. Un amore lungo che ha avuto la sua consacrazione a Roma: “Per me è stata una giornata indimenticabile – commentò l’anno scoro il presidente – ed averla vissuta con i miei figli, mio nipote, i dirigenti e coloro che hanno fatto la storia di questi colori mi ha riempito di gioia ed emozione. Chiedo a tutti di stare vicino a questa squadra perché in pochissime realtà si vede tale continuità e voglia di fare calcio. Piazze importanti scompaiono, mentre Faiano continua a fare calcio. Questo grazie al lavoro di dirigenti e addetti ai lavori, che portano avanti il nostro progetto sportivo anno dopo anno”. Tristezza su tristezza in caso Faiano, qualche giorno fa era volata in cielo prematuramente la moglie di mister Carmine Turco, diventato ormai di famiglia coi colori biancoverdi. Quando si tornerà a giocare bisogna guardare in alto, salutando, e poi in basso, onorandoli con un gran campionato.