
In queste ore e in questi giorni le due destre scafatesi, quelle che per dieci anni sono state al governo della città (ora assieme, ora in maniera alternata ma comunque contigua), litigano a suon di status FB, denunce, lettere, letterine.
Ovviamente al centro del dibattito non vi sono questioni inerenti la città (su quelle il conflitto aspro è un diritto e un dovere) ma beghe, rancori e interessi personali: una concezione personalistica e proprietaria della cosa pubblica, che confonde i propri destini e le proprie aspirazioni personali con la vita della comunità. Trascinandola in basso, in una discussione violenta e volgare che nulla ha a che fare con i problemi reali, le ansie, i bisogni degli scafatesi: dei lavoratori, degli studenti, delle famiglie, dei commercianti, degli imprenditori.
Il nostro dovere, nonostante questo triste spettacolo, è continuare ad occuparci, con rigore e compostezza, della nostra città: denunciando quello che non va, facendo proposte per il miglioramento delle condizioni di vita e delle opportunità di sviluppo.
In questo frastuono di piccolezze e narcisismo, è una strada spesso difficile e tortuosa: ma è l’unica speranza di ricostruire, insieme, la nostra Scafati.