
Niente calcio, senza pubblico. Dalle curve di Inter, Roma, Napoli fino a quelle dei campionati minori, il sentimento comune è quello della contrarietà alla ripresa del campionato. Il calcio è tornato.
Se da un lato la ripresa del campionato consente uno svago a milioni di appassionati dopo mesi difficili, dall’altro è opportuno fare una riflessione, analizzando gli aspetti negativi: la difficile crisi economica del nostro paese, l’alto tasso di disoccupazione. Questi particolari non sono sfuggiti agli ultras che più volte hanno manifestato la propria contrarietà, ultima in ordine di tempo la Curva Maratona del Torino. Nelle settimane scorse anche le curve di Roma, Lazio, Inter, Genoa e Napoli hanno manifestato il proprio dissenso attraverso striscioni postati fuori dai rispettivi stadi. Anche nelle categorie minori vi sono state simili forme di protesta.
Niente calcio, senza pubblico
Prima la Bundesliga poi la Premier League e ora la Serie a, il calcio riparte ma senza la componente principale, quella de tifosi. Quei stessi tifosi costretti a guardare i propri beniamini dalla televisione e che contestano il fatto che la federazione italiana, come avvenuto in altri casi, ha posto l’interesse economico dinanzi a quello umano, visto l’alto numero di morti che il covid-19 ha provocato.