
Uno foggiano e l’altro leccese, stesso cognome, stessa necessità e voglia di guidare le truppe. Capelli pittati da una parte, capelli trapiantati dall’altra, dpcm e 3-5-2, cinque stelle e qualche flop. L’Italia di questi giorni è parecchio in sintonia col grido “Conte dimettiti”. Lo gridano dal centrodestra, col coro aggiuntivo di Renzi, nei confronti del premier Giuseppe. E lui palleggia, l’arte che gli riesce meglio da un paio d’anni a questa parte. Lo gridano gli interisti delusi più juventini e milanisti con scherno a mister Antonio. Qui Lukaku e qui lo nego: è fuoco di Puglia per entrambi, prima del Draghi di governo e del Sarrismo al Palazzo d’inverno.