
Parla Stefania ma ci tiene a dire che non è a titolo personale ma di un’intera categoria, particolarmente penalizzata dalla crisi Covid e post Covid.
“Uno dei settori più colpiti dal fenomeno è quello dell’estetica, dell’onicotecnica e dell’acconciatura, in cui il numero degli abusivi oscillerebbe tra il 30 e il 50% rispetto a quello dei professionisti regolarmente iscritti e autorizzati. Le aziende del settore operano con professionalità, assicurando il pieno rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie, come la sterilizzazione degli strumenti e l’utilizzo di cosmetici e apparecchiature certificate. Chi svolge attività abusiva invece, non paga le tasse, non rispetta i requisiti igienico-sanitari, non utilizza correttamente apparecchiature e cosmetici.”
Stefania continua nel suo accorato sfogo: “Si tratta di concorrenza sleale e il danno economico è altissimo nei confronti delle aziende regolari, ma anche nei confronti della comunità in termini di costi sociali. Si pensi all’ammontare delle tasse non pagate, dei contributi non versati e all’impatto che questo ha sui servizi sociali, di cui magari l’abusivo stesso usufruisce perché risulta disoccupato. Gli abusivi, che lavorano a casa propria o a domicilio, non dispongono delle strutture idonee e degli strumenti necessari per operare in sicurezza e tutelare la salute dei propri clienti. In contesti non a norma dal punto di vista igienico-sanitario, infatti sono facilmente contraibili dermatiti ed altre malattie della pelle. Per non parlare della possibilità di contrarre l’epatite C o l’Aids, ed inoltre in questo periodo la diffusione del contagio del Covid-19, nel caso in cui strumenti contaminati da altri clienti vengano in contatto con eventuali ferite cutanee. “