
La presenza di Salvini è sintomo di una presa di posizione del leader della Lega, schierato con chi vorrebbe un liberi tutti quasi generalizzato. Infatti arriva a Palazzo Madama rigorosamente senza mascherina. I commessi del Senato, prima chiedono al professor Paolo Becchi, seduto in sala, di indossare la mascherina, poi si rivolgono anche a Salvini, in prima fila, che però non ascolta ragioni. “Non ce l’ho e non la metto”, dice, restando a viso scoperto. Qualcuno gli fornisce una mascherina tricolore, ma il leader della Lega la nasconde prontamente in tasca, senza indossarla.
Tra gli ospiti del convegno c’è anche il virologo Giulio Tarro, che in primavera diceva: “Il lockdown è senza senso, perché dobbiamo usare le armi di questo Paese, il sole e il mare per aiutarci a guarire”. Oggi è un altro dei sostenitori nel rivedere l’uso delle mascherine, “soprattutto in vista della prossima apertura delle scuole a settembre”. La scuola è un altro tema cavalcato nel corso dell’incontro, anche dal tenore Bocelli: “Mi sono sentito umiliato e offeso come cittadino quando mi è stato vietato di uscire di casa. Devo anche confessare, e lo faccio qui pubblicamente, di aver anche in certi casi disobbedito volontariamente a questo divieto perché non mi sembrava giusto né salutare“, racconta Bocelli, che ha confessato di aver contratto il Covid. “Mi preme sottolineare l’aspetto che riguarda la scuola e i bambini: io ho una figlia di 8 anni e non posso pensare che questi ragazzi debbano ritrovarsi a scuola divisi da un pezzo di plexiglass e nascosti da una mascherina”, è la riflessione del tenore.