
In città non mi sento mai sola, mi piace sentire il passo veloce di chi mi precede e dei pochi che semino mentre mi adatto ad un ritmo imposto da altri.
La città accoglie tante persone, tanti modi di stare al mondo e in questo coacervo di abitudini, di umori, mi sento viva.
Dall’alto siamo tutti puntini in movimento, in una fila immaginaria senza inizio e senza fine dove, in particolari circostanze, alcuni puntini sostituiscono quelli arrivati a destinazione assicurando al serpente di puntini di fluire incessantemente.
La città non smette mai di pulsare, anche la notte nel silenzio surreale di un’immobilità apparente di spazi svuotati.
In agitazione sono i pensieri che riescono a circolare, e così riflessioni, considerazioni, valutazioni, decisioni diventano martelletti che nella mente continuano a ruotare fino al momento di trasformarsi in possibilità.
Ogni notte è così! I pensieri vorticano e producono soluzioni inattese quanto improbabili nel caos del giorno e solo nel buio ritrovano vigore e diventano occasioni.
Il giorno, a volte, svela le notti insonni che si adagiano in pochi accordi e rilanciano un discorso interrotto tra gli amanti: “Non ci parliamo e ti scrivo sui muri”, e un edificio dal colore anonimo diventa pagina su cui custodire un’emozione.
E la città sogna …