
La fretta, le elezioni e altre cose c’hanno costretto a posticipare un omaggio importate: il ricordo di Mario Torelli, scomparso dieci giorni fa. Etruscologo e archeologo, professore univeristario: da tempo e nell’ultimo periodo stava lavorando, in qualità di curatore, al progetto di una grande mostra su Pompei e Roma, che a breve avrebbe inaugurato nelle sedi di Pompei e del Colosseo, le cui Istituzioni sono oggi dirette da due suoi allievi, Massimo Osanna e Alfonsina Russo, e dove vi lavorano diversi suoi ex studenti.
Un archeologo dalle importanti scoperte (come Gravisca, porto di Tarquinia) e fondamentali ricerche, grande maestro di intere generazioni di studenti che affascinava e motivava per il suo modo di fare lezione intrecciando arte, artigianato, storia politica, sociale ed economica, e di tanti allievi accompagnati lungo il percorso di prestigiose carriere.
Si interessò con grande intelligenza d’approccio anche ai tesori archeologici dell’Agro, in particolare ai nocerini. Diceva:«Lo stato di salute degli scavi archeologici della valle del Sarno è messa moderatamente male. Si è di fronte ad un patrimonio disperso. Chi arriva a Nocera fa fatica a capire qual era la Nocera antica. Gli scavi di Nocera Inferiore non hanno nessun rapporto con i monumenti di Nocera Superiore. Nocera è uno dei mille casi dell’Italia in cui si poteva fare e non è stato fatto nulla. Non è che è stato trascurato di più o di meno degli altri. Pompei crollava, se non si interveniva con il cofinanziamento europeo fino a 105 milioni di euro l’avremmo persa. Per anni, decenni, non si è fatta manutenzione. Sono mancati investimenti di soldi, persone e tempo. Occorrono fondi, oggi più che mai, soprattutto per mantenere ciò che si è restaurato. »
Nel 2016, gli fu conferita dal comune di Nocera Inferiore la cittadinanza onoraria.