
Luca Giordano torna a Napoli. Dopo la grande esposizione parigina viene proposta a Capodimonte la mostra Luca Giordano, dalla Natura alla Pittura che parte l’8 ottobre 2020 e dura fino al 10 gennaio 2021, a cura di Stefano Causa e Patrizia Piscitello.
Denominato ‘Luca fa presto’ vista la sua dote di produrre velocemente tante opere, Giordano era famoso già nella sua epoca, il seicento. Pur muovendo i primi passi seguendo l’orma di de Ribera è riuscito a creare un suo carattere distaccandosi dalla influenza caravaggesca, per primo a Napoli. Una necessità di cambiamento legata anche alla conoscenza di esperienze diverse da Tiziano, Lanfranco, Cortona e Rubens, così come ai suoi viaggi giovanili tra Roma, Venezia, Firenze. Testimonianza di questo processo la cappella Corsini della chiesa del Carmine e gli affreschi del Palazzo Medici Riccardi. Lavora per la chiesa e per l’aristocrazia napoletana e spagnola e diventa noto al mondo. Resta per dieci anni a Madrid dove riesce a produrre molte opere e dove diventa pittore di corte con Carlo II. Gli ultimi anni di vita li trascorre a Napoli, lavorando per la Certosa di San Martino e per le chiese dei Girolamini e di Donnaregina. Muore nel 1705, ed è sepolto nella chiesa di Santa Brigida di Napoli.
LA MOSTRA di Capodimonte
La mostra racconta il suo percorso in oltre novanta opere, divise in dieci sezioni, provenienti sia da importanti musei e istituzioni estere (tra cui Louvre, Prado, Patrimonio Nacional, Fondazione Santamarca) che italiane (Palazzo Abatellis, Pinacoteca nazionale di Bologna, Musei civili di Vicenza) e, in particolare, napoletane (Complesso dei Girolamini, Curia di Napoli, Museo e Certosa di San Martino, Museo Duca di Martina, Museo del Tesoro di San Gennaro, Pio Monte della Misericordia, Società italiana di Storia Patria e molti altri).
L’allestimento in sala Causa, a cura di Roberto Cremascoli con Flavia Chiavaroli (Cor Arquitectos) conserva gli spazi della mostra Caravaggio Napoli ma ne ribalta il senso: dai vicoli di Napoli si passa ai salotti seicenteschi con una nuova sequenza espositiva che diventa un susseguirsi di “stanze delle meraviglie”
La mostra termina con un invito a ritrovare Giordano nella sua Napoli. Si chiude con un’installazione multimediale; interattiva progettata e realizzata da Stefano Gargiulo (Kaos Produzioni), che mostra alcuni dei luoghi e delle opere affrescate dall’artista a Napoli: nella chiesa di San Gregorio Armeno, di Santa Brigida, alla Certosa di San Martino e nei Girolamini.
Un video di Carmine Romano anticipa contenuti della mostra