
Il tema delicatissimo del rimborso degli imputati assolti ma anche due riflessioni sulla giustizia ai tempi del covid hanno caratterizzato l’atteso intervento di Leonida Primicerio, procuratore generale della Corte d’Appello di Salerno, che, aprendo il suo discorso alla cerimonia per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario, avvenuta in diretta web ed aperta alla partecipazione in presenza di poche persone, ha ripreso l’intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario precedente , sul problema della altissima percentuale di assoluzioni e prescrizioni.
Primicerio, facendo riferimento alla nuova legge di bilancio che stanzia un fondo per il rimborso degli imputati assolti di 8 milioni di euro a partire dal 2022, (viene di fatto previsto che un imputato assolto perché il fatto non sussiste o perché non ha commesso il fatto abbia diritto ad un rimborso di spese legali per un massimo di 10.000 euro) ha detto che “si tratta dell’ennesimo rimedio compensativo risarcitoria che va ad aggiungersi a quelli già previsti dal nostro ordinamento, con un non poco dispendio di risorse pubbliche che sarebbe forse meglio impiegare in positivo per migliorare la spesa complessiva e la resa complessiva del servizio giustizia”.
Il Procuratore Generale, poi, ha voluto soffermarsi sul “bicchiere mezzo pieno” ricordando i buoni risultati raggiunti, con le inchieste più significative sul piano sociale ed in modo particolare contro i reati dei colletti bianchi. In particolare, a Salerno, il procedimento a carico di un magistrato di Catanzaro condannato per gravi fatti di corruzione e anche l’indagine relativa a carico di alcuni giudici tributari, commercialisti, imprenditori per i gravi fatti di corruzione in atti giudiziari, come pure l’inchiesta in relazione alla corruzione nell’Agenzia delle Dogane. Sia per l’Agro Nocerino che per il Cilento, Primicerio ha ricordato le inchieste sull’inquinamento del fiume Sarno, per Nocera, in collegamento investigativo con le procura di Avellino e Torre Annunziata, connessa agli scarichi di alcuni insediamenti produttivi e sversamenti derivanti dall’abitazione civili; per il Cilento, sul ritrovamento di rifiuti speciali sottolineando quanto questo tipo di indagini sia importante per la vocazione turistica di quel territorio.
Primicerio ha poi elogiato il lavoro della procura per i minorenni che si è in particolare concentrato sulla frequenza scolastica ricordando come i minori che evadono all’obbligo scolastico finiscono poi per fare ricorso a modelli di vita delinquenziale. Infine, il passaggio su quello che è successo alla macchina organizzativa a causa della covid. “L’emergenza sta comportando un notevole carico di lavoro: tra problemi di vaccinazione, di contagi, smart working abbiamo dovuto comunque assicurare un funzionamento degli uffici. Il Covid sta distraendo non poche energie da parte dei magistrati per il moltiplicarsi degli adempimenti amministrativi e organizzativi, energie che per forza di cose vengono sottratte alla destinazione proprio dell’esercizio della funzione giudiziaria, che era in affanno già prima dell’emergenza”. Per il Procuratore Primicerio, c’è il rischio della deriva burocratica della funzione giudiziaria: occorre scongiurare che l’adempimento alla regola diventi un valore in sé, andando oltre la sua funzione di mero strumento per raggiungere un risultato.
La seconda riflessione e è stata dedicata alla Gad, la Giustizia a distanza che ha tolto l’autenticità del contraddittorio: “Certamente non sentiamo la nostalgia delle minacce dei camorristi, ma certamente sentiamo nostalgia della ricchezza dei dibattiti, nella possibilità di guardare in faccia imputati e testimoni e sentire dal vivo la loro voce e la passionalità degli interventi. È una tematica di estrema rilevanza – ha concluso – che è stata posta con forza per la verità dalla solo avvocatura: la giustizia penale a distanza non può essere una prospettiva stabile ed è auspicabile un prossimo ritorno alla normalità, anche se francamente su questo avremmo voluto sentire forte la voce dell’associazione nazionale magistrati”.
“Aspiriamo a riappropriarci della nostra vita, la fiducia di cui abbiamo bisogno si costruisce così, tenendo connesse le responsabilità delle istituzioni con i sentimenti delle persone”. Utilizza le parole del presidente Mattarella, Iside Russo, presidente della Corte d’Appello di Salerno alla quale è spettato oggi il compito di inaugurare l’anno giudiziario nella cittadella giudiziaria chiusa alla partecipazione del pubblico ed in diretta su Radio Radicale.
Dopo un’ampia panoramica, procura per procura di degli effetti Covid su tutta la macchina della giustizia in provincia di Salerno, sottolineando in alcuni casi la difficoltà anche ad avere la linea Internet ed in altri l’accelerazione di una serie di pratiche legate proprio al passaggio digitale, la presidente Russo si è soffermata sui benefici del trasferimento completato all’interno della cittadella giudiziaria di Salerno. “La situazione trovata nel gennaio 2016 era scarsamente funzionale per l’insufficiente inadeguatezza dei locali: nel 2016, gli uffici giudiziari a Salerno erano 11, oggi sono appena tre. Molteplici e notevoli i vantaggi per tutti per i cittadini e per l’amministrazione dello Stato per la possibilità di fruire di diversi e più ampi spazi. La nuova organizzazione degli ambienti di lavoro è stata fondamentale per garantire in presenza delle condizioni di sicurezza a tutela della salute dei magistrati, stragisti e personale amministrativo“.
L’auspicio più sentito è quello di riprendere gli stili di vita e di lavoro abituale, riallacciare il tessuto relazionale che è essenziale per progettare modelli organizzativi che siano funzionali a migliorare l’efficienza della giustizia del distretto e non solo a garantire quel minimo di presidio di legalità consentito da un contesto su cui incombe il rischio epidemiologico: ci manca il respiro culturale che viene da questi confronti e da queste contaminazioni” ha concluso Iside Russo.