
Il Benevento arriva a San Siro con tanta voglia di riscatto dopo le ultime 3 partite in cui ha collezionato un pareggio e due sconfitte, mister Inzaghi prova a dare continuità al 3-5-2 e ripropone il tandem Lapadula – Caprari. Nell’Inter 6 cambi rispetto all’ultima uscita di Udine, si rivedono Gagliardini e Ranocchia, continua la metamorfosi di Eriksen in playmaker basso. Inter chiamata a vincere dopo le vittorie di Milan e Juventus, si affrontano il miglior attacco (Inter) e la quarta peggior difesa del campionato (Benevento). In panchina per l’Inter Stellini in sostituzione di Antonio Conte squalificato.
Benevento che parte bene approcciando alla partita con personalità, i sanniti si affidano soprattutto alla soluzione lunga su Lapadula, bomber della squadra a quota 4 gol in campionato. Al minuto 7’ trova la rete l’Inter: piazzato dalla destra di Eriksen che sorprende la difesa giallorossa con un traversone a mezza altezza, deviazione molto sfortunata di Improta sulla quale non può nulla Montipò. Reagisce il Benevento con il neoacquisto De Paoli che serve Lapadula tenuto ingenuamente in gioco da Ranocchia. Quest’ultimo atterra da dietro l’attaccante cileno ma per l’arbitro e per il var non c’è nulla. Doppio rischio per il difensore sannita Caldirola che atterra prima Barella in area con un colpo a volto giudicato ininfluente, e successivamente Lautaro Martinez con una scivolata giudicata fallosa ma fuori area, a millimetri dalla linea del limite. Insiste l’Inter che cerca di chiuderla nel primo tempo ed è il danese Eriksen a trovare un filtrante alto per Hakimi che sbaglia di testa da pochi passi. Al minuto 35’ continua l’offensiva nerazzurra questa volta con Martinez che si gira e punta la difesa giallorossa, situazione di 3 vs 2 e scarico largo a destra per Barella, da quest’ultimo ancora a Martinez che calcia alto. Benevento che chiude il primo tempo in balia dell’Inter e senza concludere in porta, molto in affanno soprattutto sugli esterni la squadra sannita. Squadre a riposo sull’ 1-0.
Inter che mette subito in chiaro le cose nella ripresa, dopo soli due minuti Eriksen sposta la palla sul sinistro e calcia colpendo la traversa, sulla respinta Lautaro Martinez insacca ma è fuorigioco. I nerazzurri gestiscono un Benevento innocuo e al minuto 58’ trovano il raddoppio con Martinez: Eriksen allarga per Hakimi, da questi in orizzontale per Gagliardini che verticalizza di prima per Martinez, rimpallo fortunoso e l’attaccante argentino trova il gol con un sinistro ad incrociare strozzato ma preciso. Prova a cambiare qualcosa mister Inzaghi che decide di non modificare la fase difensiva, bensì di costruire con sistema 4-4-2, con Pastina e Improta a formare la catena sinistra e De Paoli e Ionita su quella opposta. Trova ancora il gol l’Inter con Hakimi su cross basso dalla destra di Lukaku ma è fuorigioco, al 67esimo invece è regolare il gol di Lukaku: erroraccio di Montipò che, cercando Schiattarella centralmente serve il nerazzurro Martinez, l’argentino devia servendo il gigante belga che fa 3-0 e 13 gol in campionato raggiungendo Immobile al secondo posto in classifica marcatori. Inter in completo controllo che al minuto 78’ trova il definitivo 4-0 confermandosi il miglior attacco della Serie A: il neoentrato Sanchez verticalizza in maniera perfetta per Lukaku, il belga non perdona e sigla la quinta doppietta personale in stagione. Inter che, ormai sul 4-0, fa rifiatare Lautaro Martinez e Lukaku, trova spazio Pinamonti per l’Inter e Roberto Insigne per i giallorossi in quello che in NBA viene definito “garbage time”. Termina 4-0 e senza recupero il dominio nerazzurro.
Un Benevento timido e poco propositivo totalizza statisticamente 0 tiri in porta e 21 salvataggi, tiene botta inizialmente ma si sfalda del tutto dopo il 2-0 nerazzurro, ha tuttavia un rigore da recriminare su Lapadula. Non fa bene al morale una sconfitta così netta in un periodo già negativo, da rivedere l’atteggiamento sotto di due gol e la tenuta mentale. Non proficua la mossa di Inzaghi che prova ad alternare una difesa a 5 in fase di non possesso a una linea difensiva a 4 in fase di possesso, con i due mediani Schiattarella e Hetemaj che quasi si marcano a vicenda e le due punte troppo lontane e fuori dal gioco. Bene l’Inter che passeggia e gestisce la partita fin dall’1-0, migliore in campo Eriksen in versione playmaker. Sale nuovamente al secondo posto l’Inter mentre resta sostanzialmente invariata l’ottimo posizionamento del Benevento, stabilmente a metà classifica.
INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar (74′ De Vrij), Ranocchia, Bastoni; Hakimi, Barella (63′ Vidal), Gagliardini (80′ Sensi), Eriksen, Perisic; L. Martinez (74′ Sanchez), Lukaku (81′ Pinamonti). A disposizione: Brozovic, Darmian, Kolarov, Padelli, Radu, Young. Allenatore: Conte.
BENEVENTO (3-5-2): Montipò; Caldirola (60′ Pastina), Glik, Barba; Depaoli, Ionita (70′ Tello), Viola (60′ Schiattarella), Hetemaj, Improta (70′ Foulon); Lapadula, Caprari (76′ Insigne). A disposizione: Basit, Dabo, Di Serio, Falque, Lucatelli, Manfredini, Masella. Allenatore: Inzaghi.
ARBITRO: Pasqua di Tivoli.
MARCATORI: 7′ aut. Improta (I), 57′ L. Martinez (I), 65′ e 77′ Lukaku (I)
NOTE: Ammoniti Caldirola, Depaoli (B). Recupero: 1′ – 0′