
Entro martedì 2 marzo, tutto il personale del Liceo, con età inferiore a 65 anni, su base volontaria sarà vaccinato. Siamo tutti felici di questo. Ma il vaccino funziona, ci saranno effetti collaterali a breve termine e se poi il covid, in una delle sue varianti, ce lo prendiamo ugualmente? Domande che ci facciamo tutti, certo, ma ancora una volta mi emoziona sapere che in questa scelta del vaccino si evidenzia la responsabilità e l’ amore per la scuola da parte di quelli che la scuola la fanno ogni giorno.
Ci vacciniamo per noi, ma non solo. Preferiamo correre il “rischio” vaccino, con le sue incertezze perché sappiamo che il rischio è strutturale alla condizione umana.Chi pretende di vivere ” al riparo” di false certezze, di slogan e di colpevolizzazione degli altri per paura o tornaconto egoistico sarebbe stato nella grecità classica un “idiota” , etimologicamente. IDIOTES veniva definito chi “badava ai fatti propri; “idìa” sono le cose private, il particulare di Guicciardini, quello che impedisce di pensarsi con gli altri e per gli altri. Il familismo amorale: solo io e la mia famiglia e che gli altri anneghino pure. Gli idioti erano quelli che si rifiutavano di vivere la res publica come impegno e responsabilità.
Quelli che si lamentano che la sanità e la scuola pubblica non funzionano non li sopporto. Mi lamento anche io tutti i giorni,lo ammetto, ma sparare ad alzo zero su due sistemi che , con errori e difficoltà, ci provano ogni giorno mi è diventato pesante. Oggi ringrazio il servizio sanitario nazionale. In altre regioni, i vaccini non sono ancora partiti. Se il Sud si libera dal ” chiagnere e fottere” o da coloro che ne fanno strumento di misere glorie personali, può diventare esempio di quel ribaltamento di paralogismi sociologici che hanno veramente stancato.