
Draghi non ha la bacchetta magica, come non l’aveva Conte: la differenza è nella resa della polemica politica tra un governo e l’altro. I numeri della Pandemia peggiorano, terza ondata ampiamente arrivata con la scomoda compagnia delle varianti. I numeri campani di oggi facciano riflettere tutti: più di 500 nuovi contagiati sintomatici, ciò vuol dire che se continua così gli ospedali nostrani non reggono più. La campagna vaccinale è in ritardo, non solo in Italia ma anche in Italia. C’è da accelerare sull’arrivo dei vaccini, facendo ogni possibile scorta di quelli già ritenuti efficaci dalla scienza medica. Procedete per fasce d’età o per categorie, fate voi ma procedete. E se servono zone rosse di color intenso, cioè con ulteriori drastiche chiusure, si faccia adesso o mai più: la gente non la prenderà benissimo ma ora, non poi, è il caso di intervenire con forza e fermezza: Conte l’ha fatto fin quando ha potuto, fino a quando la sua maggioranza variegata non ha cominciato a litigare praticamente su tutto, Draghi non sembra aver problemi di genere, usi i poteri già straordinari in questo momento davvero straordinario oltre che veramente delicato. Sul Recovery, il premier usi il meglio, senza distinguere tra pubblico e privato: soldi così, non arriveranno più, prenderli e non sperperarli, destinarli al futuro sviluppo di un mondo Italia differente dell’attuale, sono missioni secondo noi ancora possibili. Ma l’emergenza, proprio come un anno fa, resta ancora quella sanitaria.