
Ragazzino prodigio da sempre, quasi un ossimoro. L’altezza, la voglia, la simpatia: sempre in sua compagnia, fin da bambino che passava dalla scuola calcio Azzurri al Milan. In rossonero, grazie alla famiglia Raiola e a Cirillo, salì in compagnia dell’etiope-nocerino Seid Visin, tragicamente scomparso qualche settimana fa (ci piace pensare che una porzione personale di coppa Gigio l’abbia dedicata a lui). A 17 anni è già un fenomeno, Sinisa lo fa esordire in A senza paura. E’ un numero 1 ma sceglie per la maglia il 99, anno di nascita. Il resto è crescita costante, a volte anche con intoppi e papere. Buffon si fa anziano pur restando arzillo, anche la Nazionale diventa sua, passando da Gigi a Gigio. Castellammare esulta per lui,quello della generazione di portieri stabiesi che ha fatto più strada di tutti, quello che fu persino scartato da quindicenne da una realtà nostrana di C (pazienza, anche Einstein subì qualche affronto scolastico). Gigio dalla prossime settimane parlerà francese: l’ha preso, con un fior d’ingaggio, il Paris Saint Germain a parametro zero. Il Milan non c’è rimasto benissimo, la Juve ha deciso di non spendere. L’Europeo ha dimostrato però che quando hai uno come lui in porta, faresti bene a tenertelo caro o a prenderlo: continua così, Gigio, il presente è già tuo, il futuro lo sarà ancora di più.