
Una delle più belle frasi di uno dei libri più amati e discussi della Storia umana recita, ad un certo punto:
“Non abbiate paura!”
Questo consiglio, credo, non è solo religioso, non è solo biologico, non è solo consolatorio. Parla di un sentimento principe degli esseri umani: la salvifica paura, la fatale, mortale paura.
Eppure, nell’eterna lotta degli equilibri, talvolta quest’ultima non si riesce ad evitare, ed è ”foriera” di consapevolezza, nel migliore dei casi. Perché non si può sopportare a lungo.
Nel peggiore dei casi, porta a odio e rabbia repressa, ad ‘energia d’avanzo’, da direzionare pur in qualche direzione, spesso in quella della distruzione.
E’ ambizioso chiedere a noi uomini spesso claudicanti di non aver paura, ovvero di non far…debordare la paura, che pure è in grado di salvarci, se puntuale; forse Matteo o chi per esso avrebbe fatto meglio a dire: nella ricerca della eliminazione della paura prolungata (che si sostituisce all’amore),
nell’attesa di tale equilibrio… …rispettatevi gli uni gli altri, nelle vostre umane, imberbi, consapevoli o inconsapevoli paure. Che non vi sia la guerra tra gli impauriti, che ognuno agisca come può e vuole per uscire dai propri timori, potenti trasformatori se sappiamo non creare fazioni in lotta. Se sappiamo non prevaricare.
Chi ha paura di un untore, e lo ghettizza, crea odio.
Se siamo occupati nell’odio, non abbiamo spazio, tempo e calma per amare. Basta Green pass, salvacondotti, costrizioni, capri espiatori. Basta illusioni di verità. Rispetto, solo rispetto. I veri virus non ammazzano i corpi, ma la capacità di accogliere l’altro, e di rispettarlo.
