
Con appena 15 consiglieri presenti sui 28 che compongono l’assemblea, il Consiglio di Distretto dell’Ente Idrico Campano ha approvato il nuovo piano tariffario GORI per il quadriennio 2020 – 2023.

Una scelta che poteva essere tranquillamente evitata, considerata anche la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le tariffe deliberate per il periodo 2012 – 2015 e ridotto del 30% gli aumenti già applicati, ordinando all’Autorità nazionale ARERA una nuova istruttoria amministrativa per riformulare correttamente lo schema tariffario.
Per la terza volta in tre mesi il coordinatore Felice Rainone ha posto all’ordine del giorno gli aumenti tariffari, dopo che nelle sedute di maggio e luglio il Consiglio distrettuale all’unanimità si era impegnato a bloccare i rincari e approfondire la possibilità di ridurre le tariffe per renderle finalmente sostenibili.
Al momento del voto il Consiglio si è spaccato a metà e ha visto l’uscita di tutti i rappresentanti del gruppo dei ‘Comuni per l’acqua pubblica’, che hanno deciso di non prendere parte alla votazione finale.

La Rete Civica per l’Acqua Pubblica: “Noi continueremo a difendere in tutte le sedi i diritti di un milione e mezzo di cittadini, con l’obiettivo di ottenere immediatamente il rispetto della sentenza del Consiglio di Stato e della legge, abbassando le tariffe e restituendo quanto dovuto agli utenti da rimborsare, operando per migliorare davvero la qualità del servizio e procedere a una più ampia e rigorosa programmazione di investimenti su reti idriche, fognature e depurazione.”