
Curarsi ? Salvo rischiare la vita proprio nel posto della cura, cioè l’ospedale, senza nemmeno arrivare a rischiare per un intervento o per una rianimazione. A volte il rischio si chiama semplicemente ascensore, nel caso specifico montacarichi dell’Umberto I. Avete già letto la notizia delle scorse ore: un paziente è entrato nell’ascensore per scendere al piano terra, necessitava di una radiografia, e con lui c’erano due operatore, chiuse le porte automatiche, l’ascensore è precipitato di un botto solo al piano interrato con porte sempre chiuse. Volti sbiancati dalla paura, appena i soccorritori sono riusciti a liberare i malcapitati, che non hanno lamentati danni ma hanno incamerato minuti di vera paura. Il tutto, vogliamo ricordarlo, è accaduto in Campania, dove secondo qualcuno, Governatore in primis, esiste la migliore sanità al mondo. Inutile farsi debiti con la bocca se non si provvede al minimo essenziale: manutenzione e pulizia in relazione al trasporto, alle stanze di degenza, ai macchinari, al cibo. Se non si comincia da questo, è inutile raccontarsi la favoletta del Dea di secondo livello, si rimarrà ospedale da secondo piano, anzi interrato col botto.