
Se fosse un’orchestra a parlare per noi. Sarebbe più facile cantarsi un addio. Diventare adulti sarebbe un crescendo. Di violini e guai. Il concerto di Colapesce e Di Martino al Parco Archeologico ha mandato in tilt una città, tra l’improvvisazione generale, non quella dei cantanti ma di tutto il contesto organizzativo. Strade chiuse al traffico, attenzione non solo a quello veicolare, anche a chi si recava a piedi verso il Parco per il concerto, ordinanza inspiegabile della Polizia Locale, carabinieri perplessi quando qualche cittadino ha giustamente alzato la voce dicendo “Ma voi veramente fate?”. Un’area assai amplia è stata “requisita”, con prenotazioni esaurite in pochissime ore nella giornata precedente. A seguito di numerose proteste, ad un certo punto è stato concesso l’ingresso ad un’ulteriore porzione di pubblico, ma solo a chi aveva il green pass. Ma voi veramente fate, stavolta lo diciamo noi: il green pass per un’area all’aperto vasta ? Altro che canzone leggerissima, è stata pesantissima e tristissima per organizzatori e amministratori, Sui social la gente s’è scatenata, sollevando forti dubbi anche sulle modalità dell’assegnazione dei posti in prenotazione: troppe cose storte in una sola serata. Metti un po’ di musica leggera. Nel silenzio assordante. Per non cadere dentro al buco nero Che sta ad un passo da noi, da noi.