
Adesso diranno che è juventino ma al di là della battuta calcistica Manfredi, ex rettore ed ex ministro, ha trionfato al primo turno: è il nuovo sindaco di Napoli, una bella responsabilità e una grande sfida, ha funzionato benissimo l’intesa tra Pd e 5 Stelle, al punto da poter diventare esperimento da riproporre alle prossime Politiche per tenere in vita un centro-sinistra competitivo e salvare una porzione di voti grillini. Male Maresca: al di là del valore del diretto interessato, hanno inciso gli errori in tutti i sensi del centro-destra, tra accordi tardivi e liste presentate male o in ritardo. Il ritorno in scena di Bassolino non ha avuto particolare riscontro, era lecito attendersi di più. Impalpabile il dato della Clemente, pupillo di un De Magistris che in Calabria non è riuscito a sfondare. Ora Napoli deve ripartire, c’è una situazione economico-finanziaria da brividi, c’è il lavoro da salvaguardare, c’è la camorra tornata a presentarsi minacciosa anche negli atteggiamenti oltre che nel radicamento in ogni dove, c’è la situazione Bagnoli. Le risorse in soldi arriveranno magari col PNRR ma altre dovranno essere coltivate in proprio e in loco, cominciando dalla bellezza, dall’arte e dal turismo, dalla cultura.