
Otto anni per Antonio Pignataro: scattata per lui la condanna per associazione mafiosa, anche se per l’ex cutoliano l’accusa aveva chiesto 16 anni. Due anni e otto mesi per Carlo Bianco e Antonio Cesarano a fronte dei 7 chiesti dal pm, colpevoli secondo il dispositivo di scambio politico-elettorale mafioso. Tre anni e due mesi per Ciro Eboli, a fronte dei 10 invocati dall’accusa. Assolti Afeltra, Prudente, Chiavazzo, gli Avallone, Orsini, Sarno e i Sileo. Nove mesi e ammenda di 61mila a Nicola Maisto, torquatiano eletto consigliere comunale e successivamente dimessosi: l’accusa per lui era di corruzione elettorale. Mesi sette e ammenda di 43mila a Gerardo Villani e Francesco Gambardella. E’ la sintesi della sentenza di primo grado per il processo nato dall’indagine Un’altra storia, che nell’estate 2017, poche settimane dopo il voto amministrativo, portò a una serie di arresti. Fulcro dell’operazione e poi del processo il cambio di destinazione urbanistica di un suolo situato nei pressi della chiesa di San Giuseppe, a Nocera Inferiore. Un fondo nel quale doveva essere realizzato un edificio da destinare a mensa Caritas e casa famiglia. L’opera fu oggetto di una delibera della giunta comunale approvata nel maggio del 2017. Secondo l’accusa, Pignataro si sarebbe interessato direttamente alla questione, curando i rapporti con aspiranti politici in corsa per le amministrative in città. Da qui l’accusa di scambio elettorale politico mafioso, contestata a Pignataro e ai politici coinvolti. delinquere di stampo camorristico.