
In precedenza si trattava di sapere se la vita dovesse avere un senso per essere vissuta; appare qui, al contrario che essa sarà tanto meglio vissuta in quanto non avrà alcun senso. Vivere un’esperienza, un destino, è accettarlo pienamente. Ora, non si vivrà tale destino, sapendolo assurdo, se non si farà di tutto per mantenere davanti a sé quell’assurdo posto in luce dalla coscienza. Negare uno dei termini dell’opposizione di cui esso vive, significa sfuggirgli. Vivere è dar vita all’assurdo. Dargli vita è innanzi tutto saper guardarlo. [Il Mito di Sisifo,1942]
Il filosofo esistenzialista e Nobel per la letteratura, Albert Camus, ha dato vita ad una riflessione importante sul senso del vivere, sul paradosso e sulla possibilità di trovare sempre il modo di oltrepassare l’assurdo che la vita porta con sè. Figura importante nel panorama filosofico del suo tempo, è stato in grado di descrivere la tragicità della sua epoca senza soccombervi fino in fondo, ma producendo domande e articolando il pensiero in modo da sfuggire alla resa. La ‘consapevolezza personale’ e la ‘collaborazione fra gli uomini’ divengono nella sua speculazione l’antidoto e la cura ideale per far fronte non tanto alla tragicità dell’esistere, quanto al modo in cui l’uomo articola la sua reazione ad essa. “Quando non c’è speranza bisogna inventarsela”.
