
Nel documento UnionOfEquality. European Commission Guidelines for Inclusive Communication si legge, come riportato da Il Giornale, che i dipendenti della Commissione europea nella comunicazione interna ed esterna dovranno evitare: il ricorso a parole come “Natale” per non ledere chi cristiano non è; l’uso di nomi cristiani di “Maria e Giovanni” preferendo nomi generici; l’utilizzo di nomi che facciano riferimento al genere, come “operai” o “poliziotti”; l’impiego del pronome maschile come pronome predefinito; i dibattiti in cui le parole usate prevedano il riferimento ad un genere escludendo l’altro; i termini di “Miss e “Mrs” se il destinatario della comunicazione non lo richieda espressamente; l’uso dei classici “Signori e Signore” per riferirsi al pubblico, facendo uso del neutro “cari colleghi”.
Il linguaggio, in questo modo, viene ad essere modificato per non ledere il personale sentire di chi risulta depositario del messaggio della comunicazione, e le radici cristiane del Vecchio Continente dissolte in nome di una nuova società che galoppa ad un ritmo sempre più veloce e non ammette repliche.