
Tutte le ferite legate a divisioni politiche si possono chiudere. Il problema è quando rimani chiuso dentro… È quello che potrebbe succedere all’amministrazione paganese dopo le prossime elezioni provinciali. Pagani, con queste candidature, è diventata terra di spaccature e di inconcludenza perché alla fine sarà quello il risultato.
Depositate le liste per le provinciali ne esce un quadro di frammentazione che certo non farà bene alla città. Ormai a più di un anno i risultati amministrativi sono pari a zero e dopo i festeggiamenti per il bilancio esce fuori la prima vera spaccatura. Per le provinciali due candidati di maggioranza Gerardo Palladino e Raffaele La Femina e due di minoranza Anna Rosa Sessa e Vincenzo D’Amato.
Le candidature di La Femina nella lista socialista e di Palladino con i moderati-azione, hanno certificato la debolezza di Salvatore Bottone. Un re senza più la sua corona che non sarebbe riuscito in questi anni a tenere unito il gruppo. Lo stesso che per anni ha caratterizzato la sua forza politica. In questo quadro si inserisce la candidatura di Sessa con Forza Italia “partito del sindaco De Prisco “ . I fedelissimi del primo cittadino: Picaro, Passamano e Maresca potrebbero votare Sessa mentre il restante come Nitto, Greco e Stanzione voterebbero Palladino pur di evitare una decisiva virata a destra in seguito alle provinciali. La Femina otterrebbe invece il supporto di Michele Bottone e Salvatore Visconti. In attesa dell’indicazione di Antonello Di Cerbo la posizione di Gaetano Cesarano. Un quadro complicato si prospetta in città che vedrebbe al momento alla regia esponenti di minoranza pronti a subentrare in maggioranza al fianco di De Prisco sempre più in confusione totale e in crisi di identità politica in attesa di quella “mistica” che lo possa far diventare finalmente primo cittadino di una città che oggi più di ieri è arrivata a rimpiangere il peggior Gambino