
Meritava un capitolo a parte l’intervento finale di Angelo Verrillo al congresso cittadino del PD svoltosi ieri mattina. Gli è stato chiesto di intervenire a chiusura dei lavori. Non si è sottratto; lui ha sempre battagliato, con intelligenza, fin dai tempi del Pci. E’ stato consigliere comunale, più volte segretario, ha ricoperto ruoli manageriali in politica, ha sfiorato l’elezione in altri contesti. “Occorre discontinuità, non si può parlare di continuità dopo un doppio mandato di un sindaco che non ha più possibilità di candidarsi” – ha cominciato e così per poi proseguire – La politica è stata messa in quarantena nel decennio che volge al termine, forse è stato giusto che sia accaduto, i partiti avevano meritato tale punizione non risponde alle vere esigenze della città. Ma quel tempo è passato, il civismo a Nocera, sia con Angrisani sia con Torquato, ha stravinto solo quando c’è stato il sostegno convinto della sinistra”. Le parole sono importanti, anche per uscire dal porto delle nebbie che rischia di avvolgere le scelte del centro-sinistra a furia di sentir parlare di un non meglio identificato civismo uscente. Anche le parole usate da Verrillo su urbanistica e sanità: “Va bene il consumo zero del suolo ma occorre anche pensare a non mortificare l’edilizia, risanando più che costruendo. Gli ospedali ? Basta coi campanilismi e con l’assurda ipotesi di creare un altro ospedale. Facciamo funzionare meglio quel che già c’è e sfruttiamo il Pnrr per una sanità che non significhi solamente ospedalizzazione ma soprattutto cure in strutture diverse, come le case della sanità e gli ospedali di comunità”.