
Jorge Mario Bergoglio, alias Papa Francesco, è da qualche tempo bersaglio di attacchi da parte della corrente conservatrice presente nella Chiesa e non solo.
Le reali motivazioni risultano ignote anche se l’Ordine dei Gesuiti, da cui Bergoglio proviene, è da sempre stato oggetto di osservazione da parte dell’ala conservatrice per uno specifico atteggiamento progressista rintracciabile negli adattamenti alle novità del mondo.
Le correnti dottrinali inerenti al rapporto tra Cristo e le religioni, alla morale sessuale e all’indissolubilità del matrimonio e alla pastorale delle persone omosessuali nell’ottica gesuitica, ai conservatori non sono mai piaciute. Papa Bergoglio segue un suo personale iter, basti pensare all’apertura inattesa mostrata riguardo alle unioni civili.
Bergoglio è Il primo gesuita a salire sul soglio di Pietro e contemporaneamente il suo essere un seguace di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dell’Ordine, insieme ad alcuni aspetti caratteriali di una personalità atipica, lo hanno reso inviso ad alcuni.
Nel periodo pandemico alcune sue esternazioni riguardo alla scelta di vaccinarsi o meno, proposta come l’opzione eticamente corretta per ogni fedele, hanno lasciato perplessi gli stessi credenti e altrettanti alti prelati che hanno considerato la presa di posizione del Pontefice discutibile e inopportuna.
L’allineamento della Chiesa, guidata da Papa Bergoglio, con le indicazioni dello Stato in merito a quelle che sono state considerate scelte politiche più che sanitarie hanno fatto storcere il naso a quanti nel Papa hanno sempre visto un “padre” pronto a battersi per ogni disparità, più che un persecutore posto accanto a persecutori.
Anche quest’anno Papa Bergoglio ha anticipato la messa di Natale del 24 dicembre alle 19,30 e se in precedenza la decisione non ha trovato detrattori, non è così per quella che si sta per celebrare.
Don Michele Pecoraro, parroco del Duomo di Salerno, non ci sta e supportato dal sostegno dell’arcivescovo Andrea Bellandi contesta la decisione papale e pare che in questa occasione, la Cattedrale di Salerno rispetterà la tradizione.
Pecoraro non è l’unico sacerdote ad aver preso una posizione contraria all’orientamento del Vaticano, del resto la scelta di anticipare la funzione solenne non sembra avere una motivazione comprensibile.
L’aria che tira non è delle migliori anche nelle stanze del Vaticano e nelle parrocchie dislocate sul territorio nazionale. In aggiunta, c’è chi ritiene responsabile la Chiesa della deriva totalitaria del Paese per la decisione di avallare totalmente le scelte dello Stato in materia di contenimento dell’espansione dell’infezione, attraverso l’attuazione di politiche coercitive.
La spaccatura diventa sempre più evidente e nessuno avrebbe potuto immaginare uno scenario come quello attuale, nel quale alla divisione nella società si aggiunge quella più lenta e subdola nella Chiesa.
È ancora troppo presto per formulare delle spiegazioni esaustive, la Storia darà le sue risposte a tempo debito.