
Caso del tutto atipico, mai verificatosi prima, salvo che all’interno della Dc trionfante, col continuo duello a distanza tra i cavalli di razza Moro e Fanfani (nessuno dei due riuscì mai a spuntarla). Ora sul tavolo delle trattative per l’elezione del Presidente della Repubblica risaltano due autocandidature (fatto di per sé inedito, lo ripetiamo, nella nostra storia repubblicana).
La prima candidatura è quella esplicita di Silvio Berlusconi. La conta dei voti in possesso dal quarto scrutinio in poi procede spasmodica. Si contano i possibili “acquisti” ma anche i possibili franchi tiratori. I conti non tornano, oppure sono ipotetici e risicati al punto da bruciare in malo modo la candidatura dell’anziano e sempre discusso leader del centro-destra, che nel frattempo fa lo spiritoso al cellulare coi possibili acquisti e “compra” pagine dei suoi giornali per magnificarsi da solo. La seconda è quella implicita, ma non per questo meno evidente, dell’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi, che dice e non dice ma punta chiaramente a scrollarsi della patata bollente di Palazzo Chigi per porre le basi ad un settennato che ovviamente non potrà mai essere da “semi-presidenzialismo” ma che potrebbe far sentire il peso su chi governerà in Italia e in Europa. Qualunque sia l’esito di questa “guerra dei nonni” (per riprendere il fulminante titolo del manifesto), essa pone urticanti dinamiche istituzionali.
E’ possibile che salga al Quirinale un Berlusconi ultra-processato e in qualche caso condannato o prescritto ? Per giunta anziano e ultra-acciaccato ? Un giorno di molti decenni fa, volevano far presidente Norberto Bobbio (mai processato ovviamente), che declinò così: “Non scherziamo, sono anziano e ho qualche problema di salute”. E’ possibile che salga al Quirinale un Draghi che dovrebbe completare l’opera da premier che alcuni giudicano fondamentale e altri meno ? E’ possibile, guardando oltre, che sia lo stesso Draghi a scegliersi un successore di fiducia senza provocare sconquassi in una maggioranza variopinta come l’attuale ? Ragioniamoci sopra (e sotto).