
Via Solimena è lontana dai posti particolari della città. Eppure l’altra notte è salita agli onori peggiori della carta: la potente e fragorosa di una bomba carta che non sembra affatto uno scherzo di cattivo gusto ma un vero e proprio avvertimento. Da chi ? Contro chi ? Le prime indagini portano sulla pista di una sorta di sfida, a colpi di avvertimenti, su chi deve controllare il traffico di droga in città. Nel recente passato, la contesa era tra realtà criminali cittadine, posizionate in due punti precisi di Nocera (come dimostra una lunga serie di colpi d’arma fuoco, arresti e processi). Stavolta ci sarebbe una percezione diversa: come se qualcuno, arrivato da fuori, volesse imporre la propria predominanza su “quelli del posto”. Una tela ancora da dipingere ma già inquietante. Le dimensione del fenomeno “stupefacente” in città è notevole: per circolazione, consumo e quindi arricchimento a chi controlla la situazione. Intanto quel portone di via Solimena subisce l’onta dei tempi moderni guasti. Da giovane lo frequentava Mimì Rea, era una parte del suo caro Buvero che condivideva con Luciano Emmer. Il portone di don Mario De Santis, della famiglia Pepicelli, di gente stimata da tutti. Ci sarebbero ancora affreschi dei Solimena, secondo chi l’ha visitato negli ultimi anni. Ma ora il portone è diventato stupefacente: i tempi cambiano…