
Ai miei giocatori lasciavo tutta la libertà. Se uscivano la sera o andavano a donne non erano affari miei. E lo dicevo pure a Luciano Gaucci: “Guarda, non sono un guardiano di mucche”.
Il sesso prima delle partite? Non sono mai stato in grado di organizzare il mio, figuriamoci quello degli altri. L’unico divieto riguardava i telefonini: era il periodo delle scommesse, temevo ci cascassero. I gay nel calcio? Ci sono, oggi più di ieri. Il doping? Quando giocavo ci rifilavano di tutto, ed era normale, penso dunque che debba essere contento se sono ancora vivo.
Quando ho cominciato a fare l’allenatore la situazione già era cambiata, c’erano controlli sull’uso dei farmaci. Dei pericoli del doping ne parlai col direttore di un quotidiano all’inizio dell’estate del ’98. Qualche settimana dopo vennero fuori invece le accuse di Zeman alla Juve. Con Zeman non ci amiamo molto: in 25 anni non ci siamo mai salutati. Il motivo? Non c’è stato un episodio particolare. L’ho conosciuto intorno al 1991: Foggia di qui, Foggia di la, l’inventore del 4-3-3 con Liedholm poverino che si rivolta nella tomba visto che lo ha inventato lui 20 anni prima. Diciamo che è un bel furbacchione, anche se gli riconosco grandi doti. E’ un tecnico che ha saputo creare squadre valide e belle tecnicamente. Mi è sempre piaciuto il suo gioco, altre cose un po meno.
Tutta ‘sta gente che arriva davanti al microfono e dice: “il mio calcio”. Ma quale mio calcio? Si è mai sentito un maestro vero come Liedholm dire il mio calcio? E poi i numeri, le percentuali di possesso palla. Ho sentito una sera Sarri rivendicare il 72 per cento. Ma il problema è il restante 28 in cui la palla l’hanno gli altri, che è bastato alla sua Juve per subire 43 gol, come non succedeva dalle guerre puniche.Gasperini ha rivisitato il calcio all’italiana, riveduto e corretto in senso offensivo.Sempre in avanti, sempre in velocità, astenersi titic-titoc. L’Atalanta lo scorso anno ha segnato 98 gol: e solo in due partite su 38 è andata in bianco. Questi sono i numeri che contano, che pesano nel calcio. Non le pugnette del possesso-palla”.