
Priscilla e Aquila erano due coniugi che si convertirono al Cristianesimo. Appartenevano alla prima generazione cristiana.
Vivevano a Roma dove erano produttori di tende. Troviamo i loro nomi negli Atti degli Apostoli. In seguito all’espulsione da parte dei giudei ad opera dell’imperatore Claudio, si stabilirono a Corinto dove ospitarono Paolo di Tarso durante la sua prima visita alla città. Non si conosce la data della loro conversione al cristianesimo.
Accompagnarono Paolo a Efeso, istruirono l’alessandrino Apollo, accolsero di nuovo l’apostolo Paolo per tre anni durante il suo terzo viaggio missionario, nella loro casa si riuniva la comunità cristiana. Poi, lasciarono Efeso per Roma, probabilmente dopo la sommossa provocata dall’argentiere Demetrio, come riportato negli Atti degli Apostoli.
I coniugi si spostarono varie volte, infatti, lasciarono nuovamente Roma, quasi sicuramente a causa della persecuzione di Nerone, e si ristabilirono nuovamente a Efeso.
Priscilla è diminutivo di Prisca, nome che appare negli Atti degli Apostoli, mentre nelle lettere paoline appare sempre la forma originale, ossia Prisca. Per questo motivo molti identificarono Priscilla con Santa Prisca, patrona delle catacombe romane, morta con il marito per decapitazione.
Nel Nuovo Testamento Priscilla viene menzionata prima di Aquila, ma non se ne conosce la causa. Sono venerati come santi della Chiesa cattolica.
Il Martirologio Romano li commemora l’8 luglio.
Priscilla e Aquila rappresentano l’esempio di coppia cristiana che si è interamente consacrata alla diffusione del Vangelo, dedita al servizio di ospitalità e accoglienza.
Una curiosità riguarda Sant’Aquila: è il patrono della squadra di calcio italiana della Lazio, prima società sportiva a poter vantare un’icona santificale.