
Costituzione in mora: Impugnazione per un mancato rinnovo contrattuale in stato di gravidanza. Un caso di partenza, destinato ad avere a ruota altri casi del genere, visto che non si tratta di una singola posizione ma di più posizioni. E’ il caso di Nadia, lavoratrice presso il P.O. “Umberto I” di Nocera Inferiore, avente la mansione di ostetrica: tramite l’intervento del suo legale Domenico Attanasio impugna e contesta il mancato rinnovo del contratto di lavoro scaduto in data 31.12.2021, in quanto pur in presenza di una gravidanza e di un provvedimento di interdizione anticipata dal lavoro ex art. 17, comma 2 lett b), c) del D.Lgs. N. 151/2001, come accertato dall’Ispettorato del Lavoro di Salerno, subiva un grave atto discriminatorio.
Attanasio: “Dal mio punto di vista, è un atto discriminatorio vero e proprio, aggravato dalla scusante della maternità”. Attanasio intima per la sua assistita l’immediato reintegro nel posto di lavoro oltre a corrispondere un’indennità risarcitoria, nella misura della retribuzione maturata dal giorno del mancato rinnovo contrattuale sino a quello dell’effettiva reintegrazione. Inoltre, chiede, che le vengano versate i contributi previdenziali ed assistenziali per tutto il periodo intercorso fra il mancato rinnovo a quello della reintegrazione. Nadia e altre ragazze come lei non hanno ricevuto alcun sostegno sindacale, almeno fino ad oggi. Il loro rapporto di lavoro non era direttamente con l’Asl ma con una nota agenzia di lavoro, ma ciò non significa affatto che abbiano meno diritti e che debbano subire tali discriminazioni.