
Bisogna viverla la vita, il suo entusiasmo, le sue fragilità. È un cielo e un abisso con la terra in mezzo. E se sarai abbastanza saggio, avrai il volto sorridente di chi ha saputo, in qualche modo, amarla. Mi viene in mente questa abbondante frase per sintetizzare l’approssimarmi all’ultima impresa di Patrizia Sereno: il libro Memorie di una Prof. L’esperienza di una docente emigrante su e giù per l’Italia, andata e ritorno. Gli incontri, la malinconia e tutto il resto nella lombarda e longobarda Legnano, Storia di qualche anno fa, Ora Patrizia insegna dalle nostre parti. Personalmente continuo a vederla come giornalista di razza anche se, conoscendola, sarà certamente una prof brava, impegnata, attenta, mai banale. Ci siamo solo incrociati, è un rimpianto personale. La nostra amicizia è fatta di lunghissimi silenzi, in passato ci siamo detti cose importanti. Credo esista una reciproca stima, anzi ne sono sicuro. Patrizia è profondamente legata all’appartenenza: la famiglia, la Terra, la professione, la scrittura, la scuola. E’ una perfezionista, io non appartengo alla specie ma riesco a comprendere. Un ovvio di genio, mi piace definirla così, L’ovvio non è affatto una “diminutio”, per me significa che da lei tutti si aspettano qualcosa di livello alto e lei puntualmente riesce a rispondere alle attese. Pat la Rossa: complimenti (m.m,)