
L’apertura di Manlio Torquato finalmente c’è stata: dopo le perplessità sul nuovo raggruppamento centrista, abbastanza chiare, il sindaco uscente, sia pur con moderazione, dice di sì al candidato del Pd, che salvo clamorosi colpi di scena, resta Paolo De Maio. Il Pd lo ha scelto da tempo, ma non l’ha ancora annunciato per una serie di ostacoli da superare: il tavolo nocerino non si era espresso per un sì generale sul nome (con la conseguenza visibilissima della nascita di un nuovo polo moderato, quello presentato da D’Alessandro domenica mattina) mentre dalla segretaria provinciale del partito proprio sabato è arrivato una sorta di “non acceleriamo senza un’adesione corposa”. Naturalmente il via libera di Torquato contempla una serie di ragionamenti: il programma, la non subalternità a Salerno, il riconoscimento in parte già arrivato dall’alleanza centro-sinistra-civica di avere alle spalle dieci anni di lavoro già fatto. Ieri, intanto, per il sindaco è stata giornata di inaugurazioni ma anche di incontri (s’è visto con De Nicola, Campitelli e il filosofo della Magna Mediterranea). Dietro l’angolo, scadenze extra-comunali oltre alle residue incombenze comunali: Eda, elezioni del consiglio d’ambito su tutte.