
E se la chiave giusta per capire qualcosa di più sul futuro della guerra fosse non tanto la rivalità tra la Nato e la Russia quanto la rivalità tra Musk e Putin?
Nel nuovo ordine mondiale determinato dall’aggressione all’Ucraina esistono due lenti di ingrandimento che si possono utilizzare per osservare le principali trasformazioni prodotte dalla violenza putiniana. La prima lente è tutta politica e consente di mettere a fuoco la sorprendente e sostanziale unità di intenti sfoderata dalla stragrande maggioranza dei paesi che indossano il cappello della Nato, che hanno messo le proprie risorse, le
proprie economie e le proprie armi al servizio di una causa sovranazionale: la difesa dell’Ucraina. La seconda lente, meno indagata, non ha a che fare con la politica ma con una sostanziale unità di intenti sfoderata dai principali campioni della globalizzazione, che hanno scelto di mettere la propria potenza di fuoco, e i propri quattrini, al servizio di una causa anch’essa sovranazionale e niente affatto Bruxelles. L’’Unione europea non
riesce a imporre un embargo immediato sulle importazioni energetiche dalla Russia per l’opposizione della Germania, timorosa di innescare una reazione a catena che provocherebbe una nuova pesante recessione.Ma il ministro tedesco dell’ Economia, Robert Habeck, ieri ha annunciato un piano per liberarsi di tutto il petrolio e il carbone russi entro la fine del 2022 e delle importazioni di gas entro la metà del 2024.
“Entro metà dell’anno, le importazioni di petrolio russo in Germania dovrebbero dimezzarsi. Entro la fine dell’anno, vogliamo essere quasi indipendenti”, dice un documento pubblicato dal ministero dell’Economia diretto da Habeck. Le forniture di carbone dalla Russia dovrebbero interrompersi entro l’autunno. L’indipendenza dal gas russo dovrebbe essere “ampiamente raggiunta entro l’ estate del 2024”, anche se con un “grande sforzo congiunto”, dice il documento. Habeck ha annunciato che gli attuali contratti con le imprese russe non saranno rinnovati: lo sforzo sarà significativo.La difesa della libertà, naturalmente, oggi passa anche dalla difesa dell’Ucraina, passa dalla lotta contro la Russia e passa da una svolta per così dire culturale che riguarda capi delle grandi multinazionali e che potrebbe essere una delle caratteristiche del nuovo ordine mondiale determinato dalla guerra di Putin: far coincidere la tutela del libero mercato con la tutela delle democrazie liberali (vecchio incubo non a caso anche del protezionismo modello Trump).
Da questo punto di vista, il vero simbolo della sfida economica a Putin coincide con il volto di Elon Musk, capo di Tesla, l’uomo più ricco del mondo, che da settimane ha sfidato Putin non solo fisicamente (arti marziali) ma anche militarmente. Da due settimane, Musk ha messo a disposizione dell’Ucraina, e del suo governo, una tecnologia di nome Starlink, un sistema di connessione internet dotato ditecnologia satellitare in grado di far arrivare la banda ultra-larga a bassissima latenza, grazie al quale ogni giorno circa 100 mila persone possono connettersi a internet nonostante i danni creati dalle bombe alla rete in Ucraina, e negli ultimi giorni Musk ha inviato anche generatori per fornire elettricità alle aree ucraine le cui infrastrutture sono state distrutte dalle bombe di Putin. a diplomazia è importante, le sanzioni pure, le armi non ne parliamo, ma la chiave giusta per capire qualcosa di più sul futuro della guerra in fondo è anche questa. E’ nello scontro tra Musk e Putin.