
In prima fila l’affetto più caro, la moglie Antonella Barba. All’interno e all’esterno del centro di aggregazione giovanile della Biblioteca Pucci, in tanti. Tentiamo un ordine alfabetico parziale: Pino Alfano, Andrea Annunziata, Salvatore Arena, Sara Ascione, Gigione Attianese, Giovanni Attianese, Peppe Avellino, Salvatore Bottone, Lello Buonfiglio, Roberto Ciancio, Franco Cicalese, Ernesto Cirillo, Pasquale Citro, Lio Faiella, Franco Fedele, Antonio e Federica Fortino, Lio Fusco, Pasquale Gambardella, Renato Guerritore, Felice Ianniello, Umberto Iannotti, Tino Iannuzzi, Andrea e Raffaele Lupi, Nello Orefice, Nicola Padovano, Antonio Pagano, Bartolo Pagano, Dina Pagano, Nicolangelo Palomba, Luciano Passero,Gianluca Perna, Enzo Petrosino, i due Massimo Petrosino, Luca Pucci, Santino Ruggiero, Sofia Russo, Raffaele Salomone, Francesco Scarfò, Alfonso Schiavo (“Mattiello dà lezioni di giornalismo, scrivilo se ha il coraggio “rivolto all’estensore di questo articolo), Guido Tafuro, Massimo Torre, Simona Tortora, Angelo Verrillo e tanti altri (chiediamo scusa per l’omissione).
Una ventina di minuti è durato il discorso di De Maio. Ha iniziato citando chi lo sosterrà: Pd, Socialisti di Maraio, Socialisti caldoriani, ambientalisti e una porzione di Nocera Solidale a sinistra del Pd, Italia Viva, Torquato e una parte dei civici. Ha definito la sua candidatura come una sintesi tra il civismo uscente ed il mix entrante tra partiti e civici,
Ha parlato del ruolo avuto nella prima consigliatura Torquato, occupandosi di alcune tematiche in particolare – la zona industriale e il palazzetto dello sport. Non solo mancati lodi generiche al lavoro fatto in questi anni dall’amministrazione Torquato: Piazza del Corso, la Multiservizi, la raccolta differenziata. Si è soffermato su quello avuto nella seconda: il rapporto costante con gli enti sovraordinati per ottenere fondi e realizzazioni dalla Regione in particolare (i soldi arrivati per le reti fognarie). Leggermente emozionato, ha spiegato la Nocera del futuro che vuole: svegliarsi col rumore di chi va a lavorare ( resta il pallino della sua attività al servizio l’ampliamento dell’area industriale costruendo servizi per le imprese), scuola degna di questo nome con la possibilità ampia del tempo pieno, l’attenzione alle periferie, l’incremento e il miglioramento delle strutture sportive, l’inizio dei lavori per la rotatoria, gli appalti di 60 alloggi a Montevescovado. Poi il suo sogno che, si spera, non rimarrà nel cassetto: attività su tutti i fronti, partendo dai nazionali cioè dall’interlocuzione col demanio), per dare un futuro alla Caserma Rossa (la Tofano, che secondo De Maio dovrà caratterizzare l’attività amministrative per i prossimi 5 anni come una scommessa). Infine ha sottolineato in positivo quel che sta completando l’amministrazione Torquato, i fondi Pnrr, l’attenzione alle politiche sociali. (m.m.)