
Ospite ieri sera per la rassegna autori al punto Mondadori di Nocera Inferiore Leonardo Mastia, con il suo nuovo libro “Il sole d’argento”, edito da Rizzoli. L’incontro è stato moderato dagli avvocati Antonio Rajola e Giuseppina Nazzaro, ed è una tappa della lunga tourné dell’autore prevista per questo autunno, che il prossimo 22 ottobre sarà a Procida, capitale europea della cultura, e si sposterà tra Salerno, Eboli e infine Napoli per presentare il libro al pubblico.
È proprio Napoli a farla da padrone ne “Il sole d’argento”, storia del gaglioffo Don Mimì e del carabiniere Terenzio, che nonostante la giovane età è segnato dai fantasmi delle tragedie familiari. Il terzo attore in scena nell’intreccio di queste due vite parallele è la città, che vive attraverso le descrizioni vivide che Mastia fa dei quartieri dov’è vissuto durante la sua lunga frequentazione con il capoluogo per ragioni di studio, lavoro e famiglia. «Ho vissuto Napoli grazie ai miei zii, che vivevano al Rione Sanità, dalle parti di vico dei Miracoli,» afferma l’autore. «Napoli ti entra dentro. Ricordo che durante un’intervista chiesero a Lucio Dalla il perché di questo amore, e lui rispose che se avesse potuto fare un’iniezione di napoletanità l’avrebbe fatta. C’è una leggerezza, un’autoironia e una genuinità nell’identità napoletana.»
Questa napoletanità è rappresentata nel libro proprio dal personaggio di Don Mimì, per il quale l’autore non nasconde una certa preferenza. «È il tipico personaggio gaglioffo dedito alle truffe per sbarcare il lunario, ma è anche un punto di riferimento per il rione e la cosa è motivo di grande orgoglio per lui,» dichiara Mastia. Un “cattivo apparente” – così lo definisce l’autore – che spicca invece per il suo essere un personaggio brillante e dinamico.
«L’io dello scrittore è molto presente all’interno del romanzo, che ha una sua liricità, un’epicità, non scade mai nella semplice fotografia degli ambienti,» ha commentato l’avvocato Rajola durante l’introduzione del romanzo. «Laddove Goethe raccontava di essere rimasto ammirato e folgorato da Napoli, autori come Mastia accompagnano il lettore, mostrano la città attraverso i suoi dettagli nascosti.»
Napoli vive letteralmente anche attraverso la fotografia di copertina, che nasconde un aneddoto curioso. «Ero a presentare il libro a Vallo della Lucania e dopo la presentazione mi si è avvicinato un giovane,» racconta l’autore, «e mi ha detto di essere il proprietario della Vespa nella foto di copertina.»