
La storiografia antica di tutto il mondo è piena di leggende e racconti in cui si narra l’esistenza dei giganti. Non esiste un solo Paese la cui cultura antica non li menzioni. Lungo le coste del bacino del Mediterraneo, nel cuore dell’America del Nord e del Sud, nel Tibet, in Oceania, e persino tra gli eschimesi, in tutti questi luoghi così lontani i giganti sembrano aver lasciato traccia della loro esistenza. La mitologia e la genesi sulla loro origine è molto varia, e presenta spesso enormi differenze. Tra tutte le antiche tradizioni, in cui sono citati questi esseri giganteschi, quella ebraica, attraverso il testo biblico, presenta sicuramente la più grande e densa raccolta scritta che sia arrivata fino ai nostri giorni. Il testo biblico, infatti, è pieno di importanti e dettagliati riferimenti che riguardano antiche e potentissime popolazioni di “giganti”.
All’interno del Pentateuco sono narrati in maniera dettagliata alcuni straordinari eventi che coinvolsero il popolo ebraico e antichissime tribù (alcuni addirittura reduci dall’era antidiluviana) dalla statura colossale, come il caso degli Amorrei, gli Emim, dei Refaim, gli Anakim e gli Zamzummim. Adesso procediamo con ordine. Il racconto più noto si trova sicuramente nel libro del Genesi (6, 4) in cui è narrata la storia dei giganti che abitarono la Terra per accoppiarsi con le donne terrestri, generando quelli che erano definiti uomini “famosi”, cioè gli eroi dell’antichità: “C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi”. Di riferimenti ai giganti dunque nella Bibbia ce ne sono tanti, e riguardano eventi che avvennero nel corso di svariati millenni, partendo addirittura dall’era antidiluviana fino ad arrivare alla conquista della “terra promessa” da parte degli eserciti degli Israeliti. Uno di questi passi dalla notevole valenza si trova nel libro dei Numeri (13, 32-33) in cui si racconta che dodici spie furono inviate da Mosè per esplorare il Paese di Canaan e, di ritorno dal viaggio esplorativo, queste spiegarono così ciò che videro: “Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo vista è gente di alta statura; e vi abbiamo visto i giganti, figli di Anak, della razza dei giganti, di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste e così dovevano sembrare a loro”. Il primo Libro delle Cronache (20, 5), descrive una lancia molto grande: “Ci fu un’altra guerra con i Filistei, nella quale Elcanan figlio di Iair uccise Lacmi, fratello di Golia, di Gat, l’asta della cui lancia era come un subbio di tessitore”, e poi nel primo libro di Samuele (17, 4-7): “Dall’accampamento dei Filistei uscì un campione, chiamato Golia, di Gat; era alto sei cubiti e un palmo. Aveva in testa un elmo di bronzo ed era rivestito di una corazza a piastre, il cui peso era di cinquemila sicli di bronzo. Portava alle gambe schinieri di bronzo e un giavellotto di bronzo tra le spalle. L’asta della sua lancia era come un subbio di tessitori e la lama dell’asta pesava seicento sicli di ferro; davanti a lui avanzava il suo scudiero”. Tradotto in misure attuali, il gigante Golia misurava 3,12 metri, la sua corazza pesava tra 55 e 80 kg. e le punte della sua lancia tra 6,6 e 9,6 chili. Nel libro del Deuteronomio (3, 11) si narra di un letto enorme: “Perché Og, re di Basan, era rimasto l’unico superstite dei Refaim. Ecco, il suo letto, un letto di ferro, non è forse a Rabba degli Ammoniti? È lungo nove cubiti secondo il cubito di un uomo”. Il secondo libro di Samuele (21, 20), invece, descrive anche un gigante che aveva sei dita per mano e per piede: “Ci fu un’altra battaglia a Gat, dove si trovò un uomo di grande statura, che aveva sei dita per mano e per piede, in tutto ventiquattro dita: anch’egli era nato a Rafa”. Lo stesso passaggio è poi ripreso nel primo libro delle Cronache (20, 6-7) : “Ci fu un’altra guerra in Gat, durante la quale un uomo molto alto, con le dita a sei a sei – in totale ventiquattro – anch’egli era della stirpe di Rafa – ingiuriò Israele; Gionata figlio di Simea, fratello di Davide, lo uccise”. Altri riferimenti importanti sparsi per il testo biblico si possono trovare in Amos (2,9), nel Deuteronomio (9, 1-2) e ancora nel primo libro delle Cronache (11, 23). A questo punto è lecito chiedersi per quali cause i giganti scomparvero?
Nella famosa rivista francese de “Le monde de l’inconnu” (n° 278 del novembre 1999), il ricercatore Jean-Philippe Camus ci dà una spiegazione inedita e alquanto particolare di questo avvenimento. Egli riferisce che nel libro biblico di Baruc (contenuto nella Bibbia greca dei Settanta e anche in quella canonica cattolica), al capitolo terzo c’è uno stupefacente quadro che descrive una civiltà ancestrale che si stanziò sulla Terra in un tempo riconducibile all’“età dell’oro”. L’umanità avrebbe avuto quindi inizio da una particolare razza di “giganti” dalle doti sensazionali, evoluta intellettualmente, artisticamente e psichicamente, capace di controllare attraverso una misteriosa forma di telecinesi gli uccelli, e più in generale tutti gli animali presenti sulla Terra. Dio però decise di punirli per la loro cattiva condotta e ne causò il completo annientamento, sostituendoli in seguito con l’attuale umanità. Baruc descrive quindi un’antichissima civiltà globale, ma non ci dà alcuna indicazione sul paese d’origine di questi di giganti molto civilizzati. Qui di seguito il brano tratto dal libro di Baruc (3, 16-28): “Dove sono i capi delle nazioni, quelli che dominano le belve che sono sulla terra? Coloro che si divertono con gli uccelli del cielo, quelli che ammassano argento e oro, in cui confidano gli uomini, e non pongono fine ai loro possessi? Coloro che lavorano l’argento e lo cesellano senza rivelare il segreto dei loro lavori? Sono scomparsi, sono scesi negli inferi e altri hanno preso il loro posto. Nuove generazioni hanno visto la luce e sono venute ad abitare il paese, ma non hanno conosciuto la via della sapienza, non hanno appreso i suoi sentieri; neppure i loro figli l’hanno raggiunta, anzi, si sono allontanati dalla sua via. Non se n’è sentito parlare in Canaan, non si è vista in Teman. I figli di Agar, che cercano sapienza terrena, i mercanti di Merra e di Teman, i narratori di favole, i ricercatori dell’intelligenza non hanno conosciuto la via della sapienza, non si son ricordati dei suoi sentieri. Israele, quanto è grande la casa di Dio, quanto è vasto il luogo del suo dominio! È grande e non ha fine, è alto e non ha misura! Là nacquero i famosi giganti dei tempi antichi, alti di statura, esperti nella guerra; ma Dio non scelse costoro e non diede loro la via della sapienza: perirono perché non ebbero saggezza, perirono per la loro insipienza”. Questo per quanto attiene i dati scritturistici biblici e della tradizione ebraica, che riportano indirettamente racconti di popoli, giganti e processi che potrebbero appunto confermare l’ipotesi del popolamento della Terra da parte di esseri dall’altezza fuori dalla norma. Di questi esseri è rimasta una qualche traccia materiale che non sia stata consumata dal trascorrere del tempo, di un’epoca poi così remota e lontana da noi? Sì, potremmo dire, stando alle cronache storiche e a veri e propri ritrovamenti di scheletri giganteschi un po’ in tutto il mondo.