
Con il nuovo anno torneranno le Processioni. Lo ha annunciato il vescovo Giuseppe Giudice nel corso dell’incontro con la stampa per lo scambio di auguri. “Non sono contrario alle processioni, ma alle loro degenerazioni – ha ribadito il Pastore diocesano -. Non mi illudo di cambiare chissà cosa, ma nemmeno possiamo pensare che le processioni siano il problema più grande dei nostri giorni o che, fatte le processioni, problemi ben più gravi scompaiano”.
L’importanza del linguaggio al centro dell’incontro, arrivato dopo un periodo di silenzio e di meditazione da parte del vescovo. “Le parole usate bene possono essere parole di pace, ma anche delle bombe, anche le immagini, persino quando sono forti, mai però debbono offendere l’altro. Abbiamo bisogno di immagini che danno speranza, anche quando sono forti. Essere giornalisti come veri artigiani di pace”.
Passaggio personale su un episodio in particolare: “Sostenuto dalla fede nei momenti difficili, ad esempio per quel che è successo a Pagani in quel famoso giorno della contestazione. Hanno fischiato me ? Abbiamo dato un’immagine negativa in tutta Italia, come se avessero fischiato la Madonna, non me, quella non è la vera Pagani”: così si espresso il vescovo sul punto “critico” vissuto nel 2022.
Natale come solidarietà e condivisione di valori, come continuazione di quella rete di solidarietà il vescovo si è detto molto preoccupato per il degrado umano e sociale del nostro tempo, riferendosi in particolare alle diverse forme di disagio giovanile e alle “stragi di ogni sera” che vedono sempre più giovani perdere la vita in strada, auspicando per il prossimo anno la firma di un patto educativo tra scuola, famiglia, istituzioni e Chiesa. E preoccupa anche l’emergere di una fitta rete di criminalità organizzata nell’Agro, come testimoniato dai recenti blitz delle forze dell’ordine in diversi comuni del territorio diocesano.nata e cresciuta attraverso i duri momenti della pandemia e della guerra: l’auspicio di fondo della mattinata.