
Riporto una breve recensione di questo libro che verrà presentato presso il Comune di Cava nello splendido salone di rappresentanza del Comune il 3 febbraio alle ore 17.30.
Il libro ripercorre i principali snodi della storia del movimento sindacale e democratico salernitano, con un circostanziato richiamo alle lotte operaie e bracciantili di maggior rilievo sviluppatesi dalla fine del secondo conflitto mondiale ad oggi, evidenziando l’alternarsi di avanzate e di sconfitte del movimento dei lavoratori e indagandone le ragioni strutturali. Gli autori si soffermano sul processo di industrializzazione di un’importante realtà meridionale e sulla politica dei “poli di sviluppo” che, tuttavia, negli anni ’80 e ’90 amaramente si consumano. Lo smantellamento delle fabbriche, con l’eliminazione della diffusa cerniera produttiva e del fondamentale presidio democratico costituito dalle imprese industriali, inciderà sulle speranze di realizzazione di una società più moderna ed evoluta, più giusta e meno diseguale.
Le aspre lotte di resistenza in difesa del lavoro, molte delle quali vissute direttamente dagli autori, hanno concorso, tuttavia, anche ad un’importante crescita della coscienza civile della comunità locale e costituiscono un’esperienza preziosa, che va recuperata dalla memoria collettiva perché da essa il movimento dei lavoratori possa ancora oggi attingere utili insegnamenti per ritornare con autorità in campo. A tal proposito, il libro evidenzia come l’uso efficace di tutte le risorse previste da Next Generation Ue, con l’attuazione delle riforme, da troppo tempo colpevolmente rinviate e disattese, sia nell’immediato un banco di prova decisivo per affrontare e vincere la grande sfida di unificare il paese e modernizzare finalmente il Mezzogiorno.
Chi può, ci vada!
Annalisa Capaldo