
Mi domando come si faccia a non curarsene quando qualcuno ti mette lo sgambetto, ti calpesta e gioca a pallavolo con il tuo cuore? Come si fa a farsi scivolare il male di dosso, dove si acquista il mantello dell’indifferenza ed è proprio necessario? Coma si fa a non essere scalfiti dalle onde della cattiveria contro la roccia della bontà d’animo? Qual è la chiava giusta per aprire la porta alla critica, qual è il limite tra l’essere costruttiva o distruttiva? Come si fa ad andare avanti senza portarsi dietro il peso sulle spalle della delusione? Come si legalizzano il rispetto e l’educazione? Penso dovrebbero tornare di moda l’onesta e l’empatia Ti invito a non accettare dagli sconosciuti le caramelle dell’egoismo e della cattiveria. Afferra a piene mani il coraggio di essere sincero, leale e gentile non schiacciare gli altri per emergere non ti porterà lontano. Come fai a rispondere al male con l’odio, non ti corrode dentro il non curarti delle conseguenze delle tue parole e come fai ad essere indifferente alle sofferenze altrui se tu sei il carnefice e l’autore di tale dolore? Ho cercato i sinonimi del termine INDIFFERENZA sono: apatia, disinteresse, distacco, freddezza, impassibilità, imperturbabilità, insensibilità, noncuranza. Hanno creato in me il gelo. Per riscaldarmi ho cercato i contrari sono: attenzione, coinvolgimento, interesse, partecipazione, sensibilità, commozione, entusiasmo, passione, ↓ curiosità. Sii IN-DIFFERENTE, sii immerso nella differenza, invece di non curartene, trova il bene nel male ed il mio non è un inno al perbenismo ma all’anticonformismo vai nel lato opposto della non curanza, corri nella direzione del rispetto.