
In fatto di opportunità lavorative e dinamismo occupazionale l’Italia, anche nel 2022, resta spaccata in due: nel secondo semestre dell’anno appena passato, il 74% degli annunci di lavoro online proveniva dal Nord Italia (rispettivamente il 42% dal Nord-Ovest e il 32% dal Nord-Est). Dal Centro solo il 16%, mentre dal Sud e Isole solo il 10%: una situazione, questa, pressoché immutata rispetto alle rilevazioni del 2021. Nel dettaglio, la Lombardia, con il 31,3%, si è confermata anche in questo secondo semestre la regione con il numero più alto di annunci di lavoro disponibili, seguita da Veneto (14,2%), Emilia Romagna (12,9%), Piemonte (8,8%) e Lazio (7,3%). Questa spaccatura del Paese si ripercuote anche sulla domanda di lavoro. Rapportando i dati con gli abitanti, le regioni con la popolazione più attivamente alla ricerca di lavoro sono state Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Di contro, quelle in cui si è meno cercato lavoro tramite i canali online sono state Campania, Sicilia e Calabria. La spaccatura Nord-Sud si conferma anche per quanto riguarda la competizione tra candidati: le regioni contraddistinte dai più alti rapporti tra annunci e candidature sono state Basilicata, Sicilia e Molise, mentre quelle dove c’è stata minor competizione su una singola offerta di lavoro – e quindi più chance di assunzione – sono state il Piemonte, l’Emilia Romagna e il Veneto. La media degli annunci di lavoro, in linea generale, mostra un andamento positivo in tutta la Penisola, con una media del +34% rispetto agli ultimi sei mesi del 2021. Sono le isole, Sardegna e Sicilia, le regioni che hanno registrato la più alta crescita di offerte di lavoro tra il secondo semestre del 2022 e il secondo semestre del 2021, rispettivamente del +58% e del +55%