
Come si esce da questa situazione? «Facendo fronte comune: noi in campo, i tifosi sugli spalti. La squadra percepisce la spinta
dell’Arechi e gli avversari devono avvertire questa pressione con un pizzico di timore. È chiaro, tocca a noi trascinare la gente con
le prestazioni e con i risultati». Lo dice Antonio Candreva, in nome e per conto di una Salernitana che vuole restare in A senza rivivere gli incubi e gli spasmi della passata stagione. Cosa succede ai granata ? «Dipende dalla condizione psicologica per una situazione non
facile. Quando in campo sei sul pezzo e poi vieni punito alla prima occasione, capita di non riuscire a reagire perché la scarsa tranquillità ti condiziona. L’aspetto mentale conta per l’ottanta per cento in un atleta professionista. Dobbiamo fare molto di più ed
aumentare l’autostima. Ma i tifosi ci devono dare una mano come hanno sempre fatto: anche durante il riscaldamento abbiamo
bisogno, tutti, del loro sostegno. Altrimenti l’avversario percepisce un problema e può approfittarne. Insieme siamo più forti. Poi a
fi ne gara, se faremo male, avranno il diritto di fischiarci. Abbiamo bisogno che l’ambiente ci trascini. Negli ultimi tempi forse è venuto a mancare questo entusiasmo. Colpa nostra, sicuramente. Forse ci vedono remissivi e dall’esterno si ha la sensazione che non
siamo pronti alle difficoltà. Allora, mi rivolgo ai tifosi: venite allo stadio. Noi vogliamo il bene della Salernitana, vogliamo restare in A. Mancano 15 partite al termine, dobbiamo fare almeno cinque vittorie. »