
La Quarta Scena diverte ancora una volta il pubblico del Diana di Nocera con il suo inedito “Mannaggia a Baldassarre” … o grazie?! Domenica scorsa La Quarta Scena ha chiuso brillantemente la rassegna di Teatro Amatoriale Nocera in scena … del Teatro Diana con la commedia “Mannaggia a Baldassarre” opera prima di e con la regia di Francesca Bruno. La direttrice de La Quarta Scena Francesca Bruno ha mantenuto la promessa: il suo spettacolo è moderno, ma anche tradizionale come quelli di una volta, con tanti effetti e personaggi del nostro tempo che vivono i problemi di sempre in un mondo che, però, si è evoluto.
Ed è tra una risata e l’altra, che il testo ha affrontato antiche problematiche “rivestite della nuova realtà” dei giorni che viviamo: la povertà della famiglia con i relativi problemi, il vizio/malattia del gioco, l’amore omosessuale, la cultura come risposta alla ignoranza familiare, la vecchia scelta di sopravvivenza ricorrendo al matrimonio di convenienza (addirittura doppia in questo caso) e inscenando il solito male provvidenziale del capofamiglia per evitare lo sfratto, facendo tesoro degli insegnamenti del nostro Eduardo, sempre grande punto di riferimento del teatro ed, in particolare, delle compagnie amatoriali e non della nostra terra. In poco meno di due ore, dopo l’introduzione della serata da parte della dolce Giulia D’Alessandro, la commedia ha regalato risate e spensieratezza in una sala, anche questa volta quasi piena e che ottimi commenti ha riservato allo spettacolo, come si legge anche sulla pagina ufficiale del Teatro Diana “La compagnia La Quarta scena APS ha ” deliziato” il pubblico in sala con una commedia vivace, brillante e moderna. Ricca di suoni e cambi luce”. La completa intesa, che si è notata subito fin dalle prime battute, tra i due abili genitori – la precisa mamma chioccia Grazia Sellitti e lo svampito quanto ignorante papà Sebastiano Barone – in evidenti difficoltà economiche (e non solo!), ha ben tenuto insieme la commedia e ha saputo accogliere di volta in volta tutti gli affabili personaggi che ruotavano intorno.
La figlia Gina Della Porta frizzante ed esplosiva nonostante i suoi problemi perché forte del suo grande amore, il simpaticissimo figlio Mario Ferri secchione perfetto che sembra quasi non appartenere a quella famiglia e che ha la soluzione matematica pronta per salvarla … se solo riuscisse ad esporla; la garbata fidanzata della figlia Mena Coppola che con fare riguardoso sembra entrare in scena, quasi, in punta di piedi ed ancora, il fidanzato promesso Gustavo Attanasio, con il suo accento altolocato che ritorna popolare quando, invece, parla con la sua improbabile famiglia che cerca di sopravvivere con l’escamotage del matrimonio per soldi, ma resta impigliata nei progetti del padre Lello Fabbi imprenditore dell’arte dell’arrangiarsi piuttosto che nelle teorie degli ostentati maculati, cellulare compreso! della “signora madre” Francesca Bruno. E per dare spazio alle leve del laboratorio, belle le emozioni del ragazzo della farmacia Gianmanuel Imperato, del severo padrone di casa Giovanni Ceruso, dell’infermiera del 118 Anna Bottiglieri e del carabiniere Gennaro Milite che accompagna l’integerrima ufficiale giudiziario Rita Villani esecutrice dello sfratto, quest’ultima un gradito ritorno alla compagnia. Particolarmente apprezzata dal pubblico la scelta di utilizzare e mettere in evidenza la quarta scena, così come già anticipato nell’intervista. Non vi racconterò la trama, come aveva consigliato anche la regista Francesca Bruno con la quale ci congratuliamo e, mai più vero come in questo caso, diciamo: “Buona la prima, aspettiamo le repliche!” Ringraziamo Ciro Esposito per i suoi meravigliosi scatti.