
De Laurentiis e Luis Enrique: la telefonata, la linea diretta tra Napoli, Roma, la Spagna. La soluzione spagnola, con un occhio al Barça e
un altro alla Nazionale, piace ed è intrigante soprattutto per il prestigio internazionale, e così il presidente ha preso il telefono e poi ancora. E ha chiamato Lucho: contatti diretti perché è così che si fa quando c’è da valutare, da progettare un futuro che nelle intenzioni non dovrà
essere da meno del presente. Il Napoli di Spalletti ha vinto lo scudetto e poi ha perso Spalletti. Il patron è stato in piazza con Kvaratskhelia
per il concerto di Gigi D’Alessio. DeLa ha ribadito di non voler vendere Osimhen e Kvaratskhelia sin dalla notte della prima festa al Maradona e poi mercoledì all’Olimpico, dopo aver assistito in tribuna al gala di Coppa Italia, ha spiegato di credere nella forza della squadra. E una squadra forte oggi, per essere considerata tale anche domani, farà di tutto per conservare i giocatori migliori. Come Osi e Kvara.ca passata inosservata. Avranno parlato di tutto questo e di troppo di più, De Laurentiis e Luis Enrique, e di certo la questione del monte ingaggi e della politica societaria inaugurata da un anno – e rivelatasi vincente – sarà stato un argomento importante: si fa differenza tra lordo e netto, il tetto per la squadra è di 3,5 milioni e così via. Tutte storie note che però, al cospetto degli sgravi del Decreto Crescita e di un dialogo che va sempre personalizzato, possono anche cambiare con sfumature accattivanti. La certezza è che il Napoli ha un progetto ambizioso in Champions, una squadra con lo scudetto e giocatori importanti: e vuole Luis Enrique.