
“Il pregio di questo libro è quello di sottolineare la multifattorialità: ci sono molti semi di questa violenza e le risposte devono essere conformi a questa complessità”.
Lo ha detto il procuratore generale di Napoli Luigi Riello alla presentazione del libro ‘Ragazzi che sparano. Viaggio nella devianza grave minorile’ di Giacomo Di Gennaro e Maria Luisa Iavarone nella Biblioteca Alfredo De Marsico a Castel Capuano, a Napoli.
“Vi sono ragioni sociali e non e’ un caso che moltissimi di questi giovani vengono da famiglie disastrate e quartieri dove non ci sono alternative valide. Ma vi sono anche ragioni culturali ovvero modelli sbagliati che circolano e infettano classi sociali meno disagiate perchè, anche se in misura minore, abbiamo episodi di violenza anche altrove”.
“Purtroppo il camorrista – ha aggiunto – per molti di questi ragazzi e’ persona da prendere ad esempio perche’ il suo modo di vivere e’ una forma di ascensore sociale malsano. Quello della camorra è un welfare che da’ loro a tredici anni il posto di pusher. E magari dopo tre o quattro anni questi ragazzi si trovano in ruoli anche più importanti e ammazzano sia da minorenni che da giovanissimi”.
Cosa fare per prevenire? “Bisogna far capire a questi ragazzi che quando sbagliano, soprattutto in maniera così forte, che hanno sbagliato. La pacca sulla spalla non va bene”, ha detto Riello, il magistrato di Castellammare a Capo della Procura di Napoli.
“Quando parlo di punizione, parlo di punizione conforme non solo ad uno Stato di diritto ma al fatto che il minorenne dovrebbe, secondo me, entrare laddove delinque in una struttura sulla falsariga delle Comunità di recupero, deve cioè riprendere i valori e le regole perche’ gli manca tutto. Ci vuole il concorso di tutti i soggetti sociali e istituzionali perche’ la risposta non e’ una ma sono varie: di carattere sociale, culturale, giudiziario e naturalmente la repressione da sola non e’ assolutamente sufficiente. La prevenzione e’ un discorso molto ampio e ha bisogno di altissime professionalità: deve diventare una priorità assoluta. Bisogna spendere molti soldi perchè non basta un assistente sociale ma occorrono figure di altissimo profilo e di supporto perché ci troviamo di fronte ad un problema serissimo e grave”