
Nell’antica Pompei si lavoravano le pelli. Per ricordarlo apre il 29 giugno alle 16 una conceria restaurata dal Parco Archeologico con il sostegno economico del gruppo UNIC-Concerie Italiane Lineapelle.
Collocato nella Regio I, Insula 5, questa struttura fu scavata nella fine ottocento. Si comprese che fosse una conceria dagli utensili ed elementi trovati, simili a quelle usate in età moderna e contemporanea. Si data al I d. C., sostituì una antica abitazione ed occupa un intero isolato. Restaurato dopo il terremoto del 62 d. C. con miglioramenti per il lavoro delle pelli. La struttura è stata bombardata nel 1943 (bombe di alleati).
COME FUNZIONAVA LA CONCERIA
Il lavaggio del pellame, che richiedeva l’impiego di sostanze maleodoranti, veniva effettuato all’interno dei dolia (contenitori) alimentati d’acqua sotto il porticato o, forse, lontano sulle rive del Sarno. La concia vera e propria con la macerazione delle pelli avveniva, invece, all’interno delle quindici grandi vasche cilindriche conservatesi in uno degli ambienti dell’edificio. Infine, le pelli venivano battute al di sotto dell’area porticata e lavorate nei piccoli ambienti che si susseguono sul lato est del peristilio, divisi tra loro da bassi muretti trasversali. Addossato al muro ovest del peristilio si trova anche un ampio triclinio estivo destinato agli ospiti del coriarius (titolare dell’attività), che all’interno del complesso aveva la sua residenza. Qui è stato riposto in copia il mosaico del memento mori (originale al mann) che ricorda la caducità della vita. Realizzato dal Laboratorio di Restauro del Mosaico della Fondazione RavennAntica.
APPARATO DIDATTICO
In conceria vengono rimessi gli strumenti originali per la lavorazione della pelle, secondo il modello del ‘museo diffuso’ e anche un allestimento didattico che racconta questo particolare processo. Inoltre è presente un modellino tattile in 3d per ipovedenti con legenda in braille.
Per la visita sono state realizzate delle passerelle di attraversamento e anche curato il verde e il pergolato.
ITINERARIO DELLE BOTTEGHE ARTIGIANE
L’apertura della conceria si inserisce nella nuova proposta del Parco archeologico di Pompei, di itinerario delle botteghe artigiane che dal 30 giugno fino al 1 agosto, consentirà di visitare alcuni impianti dedicati ad attività di diverso genere. E dunque oltre alla conceria, la Fullonica (l’antica lavanderia), il Panificio di Popidio Prisco e la Bottega del garum, dove si produceva il prezioso condimento a base di colatura di pesce.
“Viene restituito alla fruizione un altro importante luogo degli scavi, che siamo sicuri sarà apprezzato dai tanti visitatori che in questi ultimi mesi hanno scelto Pompei come meta dei loro viaggi. – dichiara il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – La proposta di inserirlo in un itinerario di impianti artigianali è finalizzata a raccontare anche gli aspetti di una città produttiva e commerciale, e non solo la Pompei delle Domus con magnifici affreschi. La sponsorizzazione del gruppo UNIC-Concerie Italiane Lineapelle rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione pubblico privato, si inserisce appieno nel percorso intrapreso dal Parco archeologico in tale direzione – e in maniera programmata – attraverso l’attività dell’Ufficio Fundraising. Grazie a queste collaborazioni si innescano nuovi importanti sinergie, che sono in grado di dare vita a nuovi processi culturali.”
“UNIC crede fortemente in questa operazione di restauro- spiega il Direttore UNIC, Fulvia Bacchi – che ha un valore profondo sotto molteplici profili e ci ha visto collaborare con impegno con il Parco archeologico di Pompei. È un omaggio alla storia che attraverso la valorizzazione delle radici della nostra attività ci consente di creare un ponte tra antiche tradizioni e futuro”.