
Tra 60 e 80 = -20
Tra 81 e 90 = 15
Tra 91 e 100 = -10
Per avere i “voti reali” si potrebbero fare le sottrazioni che ho riportato sopra
Significa che il 30% non risulterebbe diplomato e il restante 70% avrebbe valutazioni minori agli Esami di Stato. I bravissimi sono comunque “bravi ( i lodati) “ anche secondo L’INVALSI ( i dati degli studenti di quinta as.s 2022/23 sono stati restituiti al SIDI)
Ovviamente agli Esami si arriva con il punteggio dei crediti del triennio, per cui gli studenti vengono ipervalutati e molti sarebbero stati non promossi nell’arco del triennio.
Noi abbiamo portato avanti la linea del “riorientamento “da circa due anni e nell’ultimo biennio circa 80 studenti hanno cambiato indirizzo di studi. Il fatto che stiamo “crescendo” nel numero degli iscritti non ha prodotto docenti soprannumerari. Produce,però, il rischio dimensionamento, se li avessimo “tenuti” saremmo nei parametri 961. Aspettiamo settembre, quando l’INVALSi comunicherà i dati relativi al livello 10 ( secondo anno delle Superiori) per capire se qualcosa è cambiato.
Naturalmente,il fenomeno si deve retrodatare, dal momento che “arrivano” studenti che sono stati ipervalutati anche alla Secondaria di I grado e alla Primaria, sempre sulla base del meccanismo “non lasciamo indietro nessuno”.
Qualsiasi persona di buon senso lo comprende, come TUTTI i docenti sanno benissimo.
Ci sarà qualcosa che “precede” la scuola e la condiziona? Quali sono, per dirla con Kant, le forme a priori che al Sud determinano l’inadeguatezza strutturale?
Non serve “piùscuola”(scritto tuttattaccato) , serve di capire che la formula magica inclusione/personalizzazione non risolve il problema, ma lo aggrava.
I bisnonni dei genitori dei nostri studenti, in maggioranza erano analfabeti, c’entra qualcosa? L’italiano continua ad essere L2 per moltissimi ancora oggi, anche per chi ricopre cariche ed incarichi . Poi dal felice NORD della penisola ogni anno calano “lanzichenecchi” a comprare il diploma che la scuola seria non fornisce.
Smentitemi, per favore