
Ciccio Pagano, Maria Teresa Casalino, Antonio Contursi, Enrico Esposito, Guido Tafuro, Fausto De Nicola e ora Antonio Alfano: dall’alba della Seconda Repubblica a oggi, ognuno di loro ha interpretato il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale in un modo sobrio, variegato a seconda delle personalità e dei caratteri, senza mai andare oltre le righe. In queste ore qualcuno ha attaccato l’attuale Presidente Antonio Alfano, uomo dichiaratamente di centro-destra che per la seconda consigliatura consecutiva ha scelto il civismo, stavolta con accentuazione della coloritura centro-sinistra. Nella prima consigliatura fu dialogante presidente di commissione. Ora svolge la mansione di Presidente senza mai strafare, cercando di comprendere le ragioni di tutti, consentendo maratone oratorie anche quando il contenuto delle stesse era decisamente di scarso rilievo, persino di sorvolare sui minuti in più che certi interventi vanno a prendersi. Da una ristretta parte dell’opposizione è arrivato l’attacco: Alfano non sarebbe super partes ma un Presidente al servizio della maggioranza. Lui difficilmente parlerà (l’ha fatto la sua vice Annarita Ferrara). Non ama la ribalta e le interviste. A noi sembra un Presidente affidabile e le accuse nei suoi confronti decisamente pretestuose.